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ROMA - Si è inaugurata oggi, in piazza della Marina 32, alle ore 18.00, la mostra del fotografo Oliviero Toscani “Proibito parlare. Foto del dissenso a Cuba”.

Non ci meraviglia che Toscani possa prestarsi allo sporco gioco organizzato dall’Associazione “Nessuno tocchi Caino”, d'altronde ognuno può vendersi all’offerente che vuole.

Quello che invece ci rattrista è che il sindaco di Roma, Valter Veltroni, noto esponente del partito dei Democratici di Sinistra, con un trascorso di vita politica e formazione culturale che dovrebbe avergli insegnato almeno l’onestà intellettuale, abbia partecipato all’apertura della mostra.

L’intento degli organizzatori era quello di far apparire il socialismo cubano, agli occhi dei romani, come una terribile e sanguinaria dittatura.

Il gioco, però, anche stavolta (la settimana scorsa era fallita la presentazione dell’ultimo numero della rivista Limes su Cuba) non è riuscito.

I due circoli romani dell’Associazione di Amicizia Italia-Cuba, aiutati anche da altre associazioni e gruppi politici presenti a Roma, sono riusciti ad organizzare la presenza di un numero di persone superiore a quello racimolato dagli organizzatori.

Dopo una protesta civile, ferma e vibrante, durante la quale venivano esibiti cartelli con su scritto “Il mondo alla rovescia: riflettori su Cuba, silenzio su Israele”; “Iraq, Palestina: stragi, torture, bombardamenti, Oliviero Toscani non te ne sei accorto?”, “Oliviero Toscani mercenario”, un rappresentante dell’Associazione Italia-Cuba (Mario Baldassarri) è riuscito a prendere la parola contestando le accuse rivolte a Cuba da parte del noto fotografo Toscani.

Ancora una volta i nemici del popolo di Cuba e del suo socialismo, grazie all’unità e al lavoro dei compagni di Roma, hanno visto naufragare i loro progetti.

Più dei soldi di Washington può l’amore per la verità, il coraggio di difenderla.