Seguici su twitter facebook youtube RSS

ROMA - Giovedi 20 marzo 2008 un gruppo di militanti del Comitato di Difesa della Rivoluzione Cubana di Roma ha contestato in maniera colorata la presentazione del libro "Contro ogni speranza" edito dalla casa editrice Spirali, del terrorista cubano Armando Valladares, presso il Grand Hotel Palace di Via Veneto.

Gli attivisti hanno inscenato un finto "miracolo" facendo alzare un altrettanto finto invalido da una sedia a rotelle e poi, muniti di nasi rossi da pagliaccio, hanno cominciato a lanciare coriandoli e slogan a sostegno della rivoluzione cubana.

Successivamente all'intervento di Valladares, un gruppo di militanti del Circolo di Roma dell'Associazione Nazionale di Amicizia Italia-Cuba incalzava con una serie di domande e documenti alla mano il noto dissidente che, non potendo dare risposte adeguate alla platea presente, inveiva con una serie di minacce e accuse contro gli interlocutori.

Lo scopo dell'iniziativa era quello di ricordare ad un sistema informativo "distratto" chi sia in realtà Armando Valladares.

Ex poliziotto al servizio del dittatore Fulgencio Batista, dopo la rivoluzione del 1959 venne assoldato dalla CIA e fu coinvolto in una campagna di attentati dinamitardi contro locali pubblici e luoghi di lavoro in cui persero la vita numerosi cubani.

Nel marzo 1960 l'attentato contro una nave belga, la Coubre, costò la vita a 101 persone.

Valladares venne arrestato nel dicembre dello stesso anno in possesso di un vero e proprio arsenale e condannato, dopo un regolare processo, a 30 anni di carcere.

Negli anni '80 l'allora presidente USA, Ronald Reagan, ne fece artificiosamente un simbolo della campagna per il rispetto dei diritti umani costruendogli di sana pianta un passato da poeta.

Per suscitare la pietà dell'opinione pubblica mondiale Valladares arrivò a fingersi paraplegico ed è su queste menzogne che venne costruita la campagna internazionale per chiedere la liberazione di un terrorista finto dissidente, finto poeta e finto disabile.

Le autorità cubane acconsentirono alla sua liberazione solo a patto che questi uscisse dal carcere sulle proprie gambe, dimostrando così al mondo intero la vera natura degli alfieri delle libertà.

E' singolare che mentre si bombardano popoli e si invadono paesi in nome della lotta al terrorismo qui da noi li si accolga a braccia aperte.