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NETTUNO (RM) - Ieri sera nello Stadio Comunale "Steno Borghese" di Nettuno, ad una trentina di km da Roma, nell'ambito dei campionati mondiali di baseball, si è tenuto l'incontro Cuba-Stati Uniti.

Una bella serata di sport, di festa popolare con la presenza di una numerosissima tifoseria a favore di Cuba; tanti i cittadini cubani presenti che si sono uniti ai tanti sportivi italiani che sventolavano decine di bandiere cubane, esponevano striscioni e intonavanbo cori per sostenere la squadra di Cuba con grande calore.

All'inizio, durante e alle fine della gara compagni di varie associazioni di solidarietà internazionalista e con Cuba hanno ripetutamente gridato slogan e aperto striscioni che richiedevano la libertà immediata dei Cinque cubani ingiustamente rinchiusi nelle carceri statunitensi ormai da oltre 11 anni.

Una brutale ingiustizia quella a carico dei 5 cubani accompagnata da un silenzio colpevole di un'informazione a senso unico che risponde ai dettami dei potenti, ancor più quando i misfatti e le ingiustizie sono compiute dall'imperialismo statunitense per opprimere un paese, come Cuba, che ha scelto la strada della dignità e dell'indipendenza contro le logiche e le regole dell'impero e del mercato.

E purtroppo anche ieri sera si è assistito ad una brutta pagina di negazione di democrazia e di diritti nel nostro paese; infatti, sin dall'inizio della gara, appena i compagni delle vari associazioni di solidarietà internazionalista e con Cuba hanno aperto uno striscione che semplicemente richiedeva “Libertà per i 5 giovani cubani detenuti innocenti da 11 anni nelle carceri Nord-Americane", le forze dell'ordine hanno imposto l'immediata chiusura di tale striscione minacciando identificazioni e fermi, affermando che si trattava addirittura di uno striscione con frasi ingiuriose e provocatorie verso il governo e le autorità statunitensi.

Stesso comportamento è stato tenuto verso altri compagni che indossavano magliette che richiedevano “Libertà per i 5”, e addirittura si è preteso che alcuni cittadini cubani tagliassero la parte di uno striscione con slogan sportivi in cui in piccolo con uno spray era stato aggiunto "Libertà per i 5".

Le minacce si sono concretizzate alla fine della gara quando, alla nuova apertura dello striscione sulla libertà dei 5, le forze dell'ordine hanno provveduto all'identificazione di attivisti pro Cuba, con minacce di denuncia con l’accusa di aver “tentato di interrompere una manifestazione sportiva con una manifestazione politica non autorizzata”.

Si tratta di un grave comportamento delle forze dell'ordine che, oltre a confermare la sudditanza completa del governo italiano ai dettami del governo degli Stati Uniti (la cui ambasciata a Roma aveva esplicitamente chiesto mano dura alla Polizia contro ogni possibile manifestazione all’interno dello stadio di Nettuno, come confermato ieri sera dagli stessi responsabili della PS), dimostra un continuo restringersi degli spazi democratici anche sui diritti fondamentali acquisiti come il diritto di parola e il diritto di espressione garantiti costituzionalmente.

Dicono i promotori della manifestazione di ieri: “Continueremo la mobilitazione per la libertà immediata dei Cinque agenti cubani con le lotte e tutte le modalità democratiche consentite, senza farci intimidire da forme non più velate di repressione preventiva; anzi, la continua informazione negata sul caso dei Cinque e più in generale un uso sempre più antidemocratico di un'informazione negata e deviante a uso esclusivo dei potenti, ci rafforza nel perseguire percorsi di lotta”.