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ROMA - Nella magnifica cornice del Museo Nazionale Preistorico Etnografico “Luigi Pigorini” di Roma, l’Associazione Clave de Son dei Maestri cubani Irma Castillo e Ulises Mora, in collaborazione con l’ANAIC Circolo di Roma, ha presentato il 3° Festival Internazionale della Rumba Cubana Timbalaye che avrà luogo a Cuba dall'1 al 6 settembre 2011.

Il Dottor Luigi La Rocca, Soprintendente al Museo Nazionale Preistorico Etnografico ”Luigi Pigorini” ha aperto i lavori della conferenza dedicata al tema ”Africanía della Rumba cubana: tradizione e modernità”, ricordando le radici che legano l’isola maggiore dei caraibi con il continente africano e ringraziando gli ospiti ed in particolare il Dottor Alberto Granado come direttore del Museo casa de Africa de La Habana, per aver accettato l’invito dell’Istituzione che lui presiede e auspicando una futura collaborazione tra i due musei.

Ha ricordato inoltre che quest’anno 2011 è stato dichiarato dall’UNESCO anno degli Afrodiscendenti e quindi quale migliore occasione per avere ospiti cosi illustri nel Museo da lui diretto.

L’intervento successivo è stato quello del Segretario del Circolo di Roma dell’Associazione Nazionale di Amicizia Marco Papacci che ha portato i saluti della Segreteria Nazionale dell’Ass.ne Italia-Cuba e del Presidente Sergio Marinoni.

Il discorso di Marco Papacci è stato incentrato sulle relazioni che sono sempre esistite tra Cuba e le popolazioni africane, partendo dalle prime rivolte degli schiavi a Cuba ed in particolare sulla rivolta della schiava Carlotta avvenuta nel 1843.

Il nome di questa ribelle tornerà a risuonare a Cuba dopo il trionfo della Rivoluzione Cubana, ricordava il segretario del Circolo di Roma, quando più di 300mila cubani diedero il loro contributo alla liberazione dell’Angola.

Mettendo da parte il tema scelto per la serata il dirigente di Italia-Cuba ricordava ai numerosissimi presenti intervenuti che Cuba ha sempre sostenuto l’indipendenza dei paesi africani e che l’isola non si è mai appropriata delle ricchezze di questi paesi ma al contrario a messo al servizio delle loro popolazioni risorse umane che si sono sacrificate per aiutare questi paesi a liberarsi dal giogo coloniale.

Ha ricordato che se oggi è scomparso l’apartheid dal Sud Africa e se esistono paesi liberi come la Namibia e non solo, lo si deve al sacrificio dei cubani.

Nella parte conclusiva del suo intervento ha ricordato che migliaia di medici cubani e maestri oggi lavorano volontariamente nei paesi africani e che le popolazioni di questi paesi amano e rispettano gli internazionalisti cubani e che quindi le radici africane a Cuba e viceversa non sono mai state tagliate.

L’intervento più atteso è stato quello del Dott. Alberto Granado che ha donato al Direttore del Museo Nazionale Preistorico Etnografico “Luigi Pigorini” di Roma una copia di un video originale del 1961 quando a Cuba si esibì per la prima volta l’Orchestra ABAKUA’.

In seguito ha ringraziato gli organizzatori dell’evento e il direttore del Museo Pigorini per aver concesso gli spazi per la presentazione all’interno del Museo, ai rappresentanti della cultura cubana Irma Castillo e Ulises Mora.

Il tema affrontato dal Direttore di Casa Africa de La Habana, è stato incentrato sulla provenienza delle varie etnie africane che sono giunte a Cuba, attraverso l’odiosa razzia che gli spagnoli effettuarono nel continente nero e ha raccontato delle crudeltà a cui furono sottomessi durante le traversate sulle navi negriere.

Ha narrato di come coloro che giunsero e resistettero alla schiavitù portarono con se usi e costumi africani e che non poterono per anni e anni esibire o professare.

Il dottor Granado, ha poi spiegato come con il passare del tempo si formarono alcune religioni o gruppi che professavano le loro credenze, balli , usi e costumi, perché ricordo che gli africani sradicati dalle loro terre non venivano solo da un territorio ma da diverse regioni.

Nella parte finale del discorso ha spiegato la formazione della società ABAKUA’, le varie etnie che la compongono, le loro manifestazioni, le loro origini e ha incentrato questa ultima parte del suo intervento sulla nascita della Rumba come autentica rappresentazione di questa forma religiosa che coinvolge tutto il popolo, come fenomeno umano e culturale di profonda influenza africana, e da un punto di vista artistico, come espressione musicale e folklorica densa di significati sociali che rappresenta usi e costumi del popolo cubano attraverso movimenti e simbologie. 

Poi è stata la volta della dottoressa antropologa Alessandra Ciattini, del Dipartimento di Storia, culture, religioni, La Sapienza, Università di Roma.

Nel suo intervento si è soffermata sulla simbologia delle varie icone delle Vergini cubane.

La Virgen de Regla e la Virgen de la caridad del Cobre e le rispettive storie che le circondano a secondo di chi racconta la loro provenienza, sia essa cattolica o afrocubana.

Il Dottor Carlo Nobili, Antropologo americanista del Museo Nazionale Preistorico Etnografico "Luigi Pigorini" si è soffermato sulle radici della Rumba a partire dal significato della parola sino ad arrivare alle varie rappresentazioni sia musicali che ballabili.

Ha invitato tutti i presenti a partecipare al 3° Fetival Internazionale delle Rumba che si svolgerà nel prossimo mese di settembre a La Habana e a Matanzas e ha espresso il compiacimento del fatto che sono state gettate le basi per un futuro protocollo di intesa che probabilmente si firmerà a La Habana tra il Museo Casa de Africa e il Museo Pigorini di Roma.

I maestri cubani Irma Castillo e Ulises Mora hanno spiegato che Timbalaye è un progetto di integrazione culturale che utilizza tutti gli ambiti della cultura per spiegare, analizzare e approfondire gli aspetti del folklore cubano che è fonte di ricchezza culturale generale perché espressione reale dei sentimenti popolari, e riunisce intorno a questo tema persone con interessi, specificità e idee diverse, in vista di un accrescimento morale e umano dato dallo scambio e dal confronto costruttivo.

Il titolo dell’evento ne riassume il tema principale che, data la sua ampiezza, verrà affrontato da molteplici punti di vista per capire i processi di formazione dell’identità cubana a partire dal concetto di “transculturazione”, coniato dal noto antropologo cubano Fernando Ortiz, a cui è dedicata la terza edizione del Festival Internazionale di Rumba Cubana.

Entrambi i maestri hanno sostenuto che l’influenza africana a Cuba ha un’importanza straordinaria, sia come principio e fondamento della cultura cubana sia in sé stessa come cultura originale fortemente radicata che, contrariamente a quanto accaduto in altri Paesi dell’America Latina coinvolti nelle deportazioni di schiavi, mantiene qui inalterate le sue connotazioni e caratteristiche.    

La rumba è una manifestazione culturale che nasce insieme all’identità cubana in senso sociale, hanno affermato Irma Castillo e Ulises Mora è un esempio di come l’arte sia da sempre forma espressiva del sentimento, della mentalità e delle credenze dell’uomo, un mezzo per rivelare l’identità profonda nel presente senza dimenticare le radici, che, in questo caso specifico, hanno tratto nutrimento sia dal continente africano che da quello europeo, determinando una società nuova che ancora oggi si identifica e riconosce in un sistema di valori tradizionali, che vengono rielaborati in chiave contemporanea.

Prima di concludere il suo intervento Ulises Mora ha ricordato che molto c’è ancora da scoprire in merito alle radici passate e future della rumba.

A conclusione del loro emozionante intervento hanno voluto ricordare l’antropologa Leida Oquendo che fu una delle ideatrici del Festival Timbalaye e hanno voluto rammentare ai presenti che al trionfo del 1959 fu il Comandante Ernesto Che Guevara che disse che la diffusione della cultura cubana nel Mondo sarebbe stata la migliore arma a disposizione della nascente Rivoluzione.

Subito dopo la conclusione della conferenza è stato inaugurato un bellissimo altare Afrocubano e si sono esibiti gli artisti del gruppo napoletano Tammumba guidato da Giovanni Imparato che ha fatto ballare al ritmo di musica afrocubana e della Rumba tutti i presenti.

Museo Nazionale Preistorico Etnografico “Luigi Pigorini” - Roma, 28/05/11I. Castillo e U. Mora, Museo Nazionale Preistorico Etnografico “Luigi Pigorini” - Roma, 28/05/11L. La Rocca, A. Granado, M. Papacci, Museo “Luigi Pigorini” - Roma, 28/05/11Museo Nazionale Preistorico Etnografico “Luigi Pigorini” - Roma, 28/05/11I. Castillo e U. Mora, Museo Nazionale Preistorico Etnografico “Luigi Pigorini” - Roma, 28/05/11U. Mora, Museo Nazionale Preistorico Etnografico “Luigi Pigorini” - Roma, 28/05/11