Seguici su twitter facebook youtube RSS

ROMA - In favore dell'esempio di Cuba e di altre nazioni dell’America Latina come il Venezuela, il Circolo di Roma ha organizzato un'iniziativa per continuare la battaglia per diffondere la costruzione del progetto politico continentale che l’imperialismo tenta di distruggere.

Nel CSOA romano Spartaco si è alzata la voce sulla necessaria unità di tutti gli amanti della pace e del benessere dei popoli nell'uguaglianza dei loro diritti sociali per i quali lottano i governi di Cuba, Venezuela, Bolivia, Nicaragua, Ecuador.

Davanti a un centinaio di persone, giovani partecipanti alla conferenza “America Latina oggi, obiettivi e sfide” hanno denunciato la costante ingerenza del Dipartimento di Stato degli Stati Uniti attraverso l’USAID, la NED o la DEA, verso il processo progressista in tutta il Latinoamerica.

Una delle strategie più crudeli utilizzata dagli Stati Uniti durante più di mezzo secolo è stata il blocco economico, commerciale e finanziario imposto all’Isola caraibica per isolarla e affamarla, ha commentato Marco Papacci, vicepresidente della Segreteria Nazionale dell’Associazione di Amicizia Italia Cuba e segretario del Circolo Roma.

A seguire il Consigliere Politico dell’Ambasciata di Cuba Roger López ha ringraziato gli amici del popolo cubano per l'iniziativa in atto, preludio alla presentazione, il prossimo martedì 28 ottobre, della risoluzione sulla "Necessità di porre fine al blocco economico, commerciale e finanziario degli Stati Uniti contro Cuba", che nel 2013 è stata sostenuta da 188 dei 193 stati membri delle Nazioni Unite.

Roger Lopez ha fatto anche riferimento ai tre dei Cinque eroi cubani impegnati contro il terrorismo ancora detenuti nelle carceri nordamericane in violazione delle stesse leggi degli Stati Uniti d’America.

Dopo aver parlato dell’altra ingiustizia di cui è vittima il portoricano Oscar López Rivera, il più vecchio prigioniero politico latinoamericano con 33 anni di detenzione nelle prigioni degli Stati Uniti, Alfredo Viloria dell’Ambasciata Bolivariana del Venezuela ha sottolineato le azioni della destra venezuelana in combutta con organizzazioni nordamericane per far cadere il governo di Nicolas Maduro, il primo presidente Chavista.

Viloria ha denunciato il feroce l'attacco fascista della destra negli Stati Uniti e ha chiesto l'unità e la continuità delle azioni di solidarietà verso le nazioni dell'ALBA per controbattere con la verità dei popoli che lottano per i loro diritti sociali alle bugie mediatiche che imperversano in questa guerra di quarta generazione.

Geraldina Colotti, giornalista de Il Manifesto, ha ricordato, come simbolo dell’affermazione dell’ America Latina che non molla nel suo percorso di ricostruzione sociale,  la frase del leader aymara Tupac Catari, “Tra poco mi uccideranno, ma, a breve, migliaia di migliaia verranno” allo scopo di ribadire il forte messaggio che questo continente ha dato con la vittoria elettorale di Evo Morales lo scorso 12 ottobre.

Parole di ringraziamento per la energica presenza e dimostrazione di sostegno per le giuste cause sono state spese da Mario Cecchetti della Rete di Amici della Rivoluzione Cittadina dell'Ecuador e Massimo Angelilli del Circolo Italia-Nicaragua “Leonel Rugama” di Roma, che ha invitato a partecipare al prossimo Incontro Europeo di Solidarietà con il Nicaragua Sandinista che si svolgerà nella Città Eterna.

Prima dell’inaugurazione della Mostra Fotografica “Cuba que linda es Cuba” a cura di Angelica Morini e del concerto del Trio cubano Jelengue,  i partecipanti hanno ricevuto una lettera dell’Ambasciatore della Repubblica Bolivariana del Venezuela, intitolata “Bella Ciao e il guerrillero eroico Ernesto Che Guevara".

Il testo del diplomatico Julián Isaías Rodríguez Díaz che rende omaggio all’anima del Nuovo Cristo che tanto ha tormentato gli imperialisti  finisce con un messaggio di unità agli italiani:

“Tu che ogni giorno sopravvivi, insegna a questa brava Italia il cammino unitario per inventare altri “Quaderni dal Carcere”, per fare nuove barricate a Torino, Bologna e Livorno. Insegna loro a serrare le mani, che sappiano gli operai che le dita sono deboli ma che unite diventano un pugno. E premono i grilletti delle rose e cantano Bella Ciao, la più bella e conosciuta canzone partigiana dei gruppi di resistenza contro il fascismo.”

Volantino iniziativa, CSOA Spartaco - Roma, 17/10/14CSOA Spartaco - Roma, 17/10/14CSOA Spartaco - Roma, 17/10/14CSOA Spartaco - Roma, 17/10/14CSOA Spartaco - Roma, 17/10/14