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ROMA - Una partecipazione di massa ha caratterizzato la celebrazione organizzata dall'Associazione Nazionale d'Amicizia Italia-Cuba (ANAIC) per il 50° anniversario della scomparsa fisica di Ernesto Che Guevara.

Una massa cosciente e consapevole di quanto avrebbe visto ma nonostante ciò una massa sorpresa, quasi incredula dinanzi la poesia dell'evento, reso magico non solo dal "semplice" racconto su Guevara, comunque inquadrato dal punto di vista più umano che politico, ma anche dagli artisti Renata Mezenov Sa e Fatmir Mura (quest'ultimo con la sua sfavillante capacità di disegnare su sabbia), i quali hanno sublimato la serata con le loro creazioni, suscitando commozione, forza e persino rievocando istanze rivoluzionarie in quelle persone che, lì presenti, non sono riuscite a contenere l'ira delle proprie corde vocali e delle loro anime: entrambe pronte a intonare la celebre canzone "Hasta siempre comandante" con disarmante spontaneità, sui magici tocchi di chitarra della cantante Mezenov.

Un popolo dunque più che una massa.

Il clima di fratellanza creatosi è stato reso possibile anche dalla modestia degli ospiti e dello stesso conduttore della serata Fabrizio Casari, molto abile nel corroborare tale atmosfera: Viktor Dreke Cruz, compagno, combattente col Che e con Fidel Castro a Cuba e in Congo (col Che); il prof. Angelo D'Orsi, con la sua pacata, puntuale chiarezza; la docente Alessandra Riccio, esperta in storia dell' America Latina; Moni Ovadia e Elio Germano, i quali non hanno bisogno di presentazioni, con le loro pièce teatrali.

Superfluo è il sottolineare le importanti presenze in loco delle diplomazie di Cuba, Venezuela, Bolivia, Palestina, El Salvador, Nicaragua e di chi ha patrocinato la realizzazione dell'evento: Regione Lazio, Comune di Roma, Farma Venda, Mundo Cubano, AICEC, Patria Socialista, LESVIL.

Unica nota spiacevole: le persone che non hanno potuto accedere nella sala dell' Auditorium nella quale si svolgeva l'evento e con i quali l'ANAIC si è ripetutamente scusata.

D'altronde, non era possibile prevedere tanta affluenza, specie in tempi come quelli in cui ci troviamo, ove la coscienza critica e la partecipazione politica sembrano antichi retaggi novecenteschi.

Tuttavia, come a correggere quest' unica stortura della serata, stupisce la volontà con la quale tutti erano disposti ad entrare a qualsiasi costo.

Non si può concludere senza accennare al tempo, a come questo sia immancabilmente e letteralmente "volato via"; d'altronde si sa, ciò che è fulgido sovente è breve, intenso ed invocato e protetto da chi, nella sua anima, sa ben accoglierlo: fulgido sì, proprio come la vita e l'insegnamento di quel curioso girovago amante della giustizia chiamato Che.

Il video dell'evento è disponibile cliccando sul link seguente: VIDEO