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ROMA - Con un evento organizzato dall'Associazione Nazionale di Amicizia Italia-Cuba e da Patria Socialista, è stato ricordato oggi il comandante Ernesto Che Guevara nel 51° anniversario del suo assassinio in Bolivia.

L'omaggio si è tenuto presso la sede della Patria Socialista, nello storico quartiere romano di San Lorenzo, dove un anno fa è stata scoperta una targa in onore del guerrigliero argentino-cubano per commemorare mezzo secolo della sua morte.

Nel suo intervento, il segretario dell'organizzazione, Igor Camilli ha affermato che il posizionamento della lapide sulla facciata del palazzo non era solo un gesto per ricordare il Che, "cosa che facciamo ogni giorno con le nostre azioni e la militanza", ma un messaggio per tutti affinchè tengano a mente il loro dovere verso la società e verso sè stessi.

Ed è per questo motivo che la targa è "il monumento vivo e attivo" di un uomo che, con il suo senso di giustizia, la libertà e l'esaltazione della difesa dei più deboli, ha saputo innalzare la condizione rivoluzionaria alla sua massima espressione, diventando, al contempo, una fonte di ispirazione per comprendere i valori del socialismo, della patria e della militanza.

Camilli ha poi ricordato come il seme gettato dal Che Guevara in America Latina abbia dato vita a molti germogli e, in particolare, ha fatto riferimento alle rivoluzioni di Cuba e Venezuela come esempi di resistenza in difesa del significato del socialismo per l'emancipazione dei popoli.

Un altro esponente di Patria Socialista, Ivan Collini, ha lanciato un appello alla solidarietà con le nazioni dell'America Latina ed ha esortato alla mobilitazione permanente per chiedere la revoca incondizionata del blocco economico, commerciale e finanziario degli Stati Uniti contro Cuba.

A nome del Circolo di Roma dal ANAIC, ha parlato il suo segretario, Marco Papacci, che ha sottolineato il contributo del Che alla lotta rivoluzionaria come medico, soldato, comandante guerrigliero e ministro internazionalista ed ha evidenziato i tratti della sua personalità tra i quali da sempre spicca la sua urgenza di agire.

Ernesto Che Guevara, ha aggiunto, ci ha insegnato che l'utopia era possibile come dimostrato a Cuba ed è diventato il simbolo del rivoluzionario nella sua forma più pura, qualità scoperta in lui dal leader storico della Rivoluzione cubana, Fidel Castro.

Tra gli altri oratori, l'ambasciatore venezuelano in Italia, Isaias Rodriguez, il primo segretario per gli affari politici presso la missione diplomatica cubana, Mauricio Martinez, ed il terzo segretario della sezione politica dell'ambasciata sudafricana a Roma, Jeanette Mphephu.

Facendo riferimento a momenti di vita e di lavoro del Che, che lo rivelarono al mondo come un essere umano eccezionale, Rodriguez ha sottolineato la sua capacità di mettere insieme pensiero e azione.

Martinez, dal canto suo, ha evidenziato come nella figura di Guevara sia presente l'eredità di "coloro che ieri sono stati in grado di compiere il loro dovere patriottico, indipendentemente dai sacrifici e senza dare tregua al nemico".

Il Che, ha continuato, ci ha lasciato il suo esempio di resistenza nel aver fatto tutto il necessario, con fermezza e intelligenza, per salvare dalle grinfie dell'imperialismo i popoli della,  così come egli la definiva, "nostra maiuscola America".

(trad. da Prensa Latina)