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ROMA - Serata d'onore, anzi di rivoluzione, quella appena trascorsa al pub Sally Brown, nello storico quartiere romano di San Lorenzo, luogo di resistenza in cui è stato commemorato il sessantesimo anniversario della Rivoluzione Cubana.

All'evento, promosso dall'Associazione Nazionale di Amicizia Italia-Cuba insieme al Comitato Italia-Venezuela Bolivariano e a Patria Socialista, hanno aderito anche il Partito Comunista Italiano, Rifondazione Comunista, Giuristi Democratici, Altrenotizie, Comitato Immigrati JVP, Faro di Roma, Associazione Italia-Nicaragua, Associazione "I Refrattari", Casa del Popolo "G. Tanas", Comitato Fabio Di Celmo, Libera TV e Labaro TV.

Presenti le ambasciate di Cuba e del Venezuela Bolivariano.

Un'onda di gente paziente e partecipe ha accompagnato la fredda serata romana, in quella che è stata una (davvero) degna commemorazione di questo ennesimo traguardo di una delle rivoluzioni politiche più importanti mai verificatesi da quando esiste il concetto stesso di politica: quella cubana.

A migliaia di chilometri da dove è ubicata, la magica e forte Cuba torna a far parlare di sé e non poteva essere altrimenti, ora che la rivoluzione, la sua rivoluzione, che è poi quella di noi tutti, compie il suo sessantesimo compleanno.

Come ha ben evidenziato l'ambasciatore cubano Josè Carlos Rodriguez Ruiz col suo contundente intervento, l'isola non celebra solo le sue vittorie, ma affronta anche le sue difficoltà e le sue nuove sfide (come il nuovo processo costituzionale in atto) con la maturità di sempre, eppure con una lucidità ed una coscienza che paiono in continua crescita e rinnovamento.

Proprio questo è il messaggio che, pacatamente eppure con sempre nuovo ardore, Cuba vuole diffondere ai popoli (sia a quelli che la amano, sia a quelli che la ostacolano): la Rivoluzione Cubana è, non solo paradigma della reale possibilità di realizzazione di una società (forse di un mondo) migliore o socialista, ma è anche, forse soprattutto, la capacità di dimostrare al mondo ciò che un popolo è in grado di essere, cioè di resistere e di andare oltre i confini del possibile, per abbracciare quella libertà che spesso, tra un affare ed un altro, dimentichiamo di avere.

Ecco che Cuba, coi suoi eroi, col suo popolo è lì, ancora presente, in questi tempi di disincanto, a suggerirci che, in fondo, gran parte del bello della vita è ancora saldamente nelle nostre mani.