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ROMA - Giornata di intensa attività, quella recentemente trascorsa di sabato 13 aprile, nella quale il Circolo di Roma dell' ANAIC è stato impegnato a partecipare al Forum Nazionale a difesa del Venezuela Bolivariano.

Sembra che l'impellenza nel continuare a dare sostegno a questa esperienza del socialismo del XXI secolo possa e debba non cessare mai.

Difatti il paese sudamericano è, come ormai tristemente noto, sotto attacco mediatico, economico, politico, militare; e lo è per aver gridato, o per essersi unito al coro di quei pochi che come Cuba ancora, fra i domini dell'impero nordamericano, ha la forza, la capacità ed il coraggio di gridare che un altro mondo è già possibile, e forse lo è sempre stato.

Diversi interventi hanno accompagnato il Forum Venezuela, in una gremita sala convegni in Villa Palestro a Roma.

Fra questi, spicca quello dell'ambasciatore venezuelano a Roma, Isaias Rodriguez, il quale con lucido temperamento ha saputo far chiarezza sul punto, paragonando lo stato dell' "impero" statunitense attuale a quello della Antica Roma durante le sue fasi di decadenza.

Il tutto è stato anticipato dal vigoroso saluto di Marco Papacci, vicepresidente nazionale dell'ANAIC.

Il docente universitario Luciano Vasapollo ha invece delucidato la platea sui temi riguardanti la materia economica, sbugiardando le menzogne perpetrate contro il Venezuela negli ultimi tempi.

Fra gli interventi di particolare contundenza spicca quello del giornalista di www.altrenotizie.org, Fabrizio Casari, il quale ha ben intrecciato e spiegato aspetti storici e di attualità, non solo riguardanti il paese caraibico, ma di tutta l'America Latina, di cui è un profondo conoscitore.

Con lo stesso dinamismo e con la solita vibrante chiarezza la giornalista Geraldina Colotti ha invece riportato al centro dell'interesse di tutti l'importanza del processo partecipativo venezuelano, uno degli unici al mondo.

Sul delicato tema dei diritti umani ha invece illuminato Michela Arricale, esperta in giurisprudenza, la quale ha saggiamente illustrato il significato, spesso strumentalizzato, di questo termine giuridico.

Hanno infine preso la parola Agata Iacona, dell'Antidiplomatico, la quale ha posto l'accento sul delicato tema di informazione e controinformazione cui è intimamente legato il Paese Bolivariano; e, a conclusione, Marinella Correggia, della rete No War, ha ribadito il suo sdegno per le minacce e le sanzioni al paese sudamericano, diversamente narrate dal mainstream mediatico occidentale.

A suggellare ciò che è, e non può non essere, un tema di estrema importanza, come quello del rispetto della sovranità di un paese pacifico e pacifista come il Venezuela, nonché a ribadire la necessità di resistere dinanzi le oppressioni c'è stato un sit-in sotto l'ambasciata inglese (giacché l'Inghilterra è colpevole, come è ben noto, di aver depauperato, in stile coloniale, il governo venezuelano con il furto di tonnellate d'oro).

Sotto un cielo minaccioso, nella stanca Città Eterna, gli strascichi di quello spettro che girava per l'Europa si sono nuovamente intravisti; e se qualcuno li nota così spesso dovranno pur esserci, da qualche parte.

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