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ROMA - Presso la propria sede di Vicolo Scavolino, il Circolo di Roma dell'ANAIC ha avuto il piacere di ospitare Yamila Gonzalez Ferrer, membro della Federazione delle Donne Cubane e vicepresidente della Associazione Giuristi Cubani.

L'incontro, cui ha partecipato sia la delegazione dell'ambasciata cubana, sia l'agenzia di informazioni Prensa Latina, ha avuto l'obiettivo di delucidare in materia costituzionale, dato che, come è ben noto, l'Isola di Cuba ha approvato una nuova carta costituzionale nell'aprile di quest'anno.

Inizialmente, per dare un'immagine delle proporzioni nonché della rilevanza del neonato progetto costituzionale, la Ferrer ha citato dei dati che riguardano lo stesso, come l'approvazione dei circa 8 milioni di cubani o la nascita di oltre 1 milione e mezzo di proposte generatesi nelle oltre 133 mila riunioni avutesi durante il processo costituzionale, ad ulteriore dimostrazione del carattere partecipativo della società cubana.

L'ospite ha toccato i punti della carta costituzionale ai quali sono stati apportati i maggiori cambiamenti.

In particolare, il matrimonio, il lavoro, la divisione amministrativa o la casa, temi nei quali vengono apportati ingenti novità volte ad una maggiore uguaglianza (ad esempio di genere) oppure ad una maggiore equità (come per i salari o la casa).

Ancor più delicato risulta essere il tema economico, in particolare quello legato alla proprietà.

Infatti, è bene chiarirlo, Cuba ha deciso di estendere, per il proprio sviluppo economico e in forme comunque ben controllate, la proprietà privata (qualcosa di simile avvenne già negli anni '90).

Ovviamente l'isola caraibica, soffrendo un crudele blocco economico, non riesce sempre a sopperire alle necessità in maniera esaustiva, quindi, nonostante il suo carattere sostanzialmente socialista, deve ricorrere a queste forme di economia "mista".

Tuttavia, ed è qui che si espleta l'aspetto più propriamente politico, la nuova costituzione cubana ribadisce il carattere socialista della società (anche dal punto di vista economico, con la gestione dello stato dei mezzi di produzione), e che, come non ha mancato di sottolineare la Gonzalez, chi voglia negare o rovesciare questo principio di autodeterminazione dovrà lottare duramente contro un popolo degno e sovrano.

Ecco che, allora, l'incontro (avvenuto anche in diverse città italiane, con l'invito dei rispettivi circoli ANAIC) è stato fondamentale per una corretta informazione su Cuba e su questo nuovo cammino intrapreso; cammino che, col suo carattere democratico, sembra voler far intendere che un nuovo mondo non è possibile senza processi partecipativi e inclusivi.

Inoltre, questo nuovo percorso sembra ribadire che Cuba, anzi il Caimano (come viene chiamata l'isola per la sua forma) è, ancora una volta, pronta a sedersi dalla parte giusta della storia, e, se è il caso, anche a mordere vecchi o nuovi soprusi.