Seguici su twitter facebook youtube RSS

ROMA - Giornata davvero intensa, quella del 26 gennaio, per il Circolo di Roma dell'ANAIC, doppiamente impegnato ad omaggiare Cuba e a difendere il Venezuela Bolivariano, sotto attacco imperialista in questi giorni.

Durante la mattinata, intorno alle 10, presso l'EUR, alla Passeggiata del Giappone, il circolo ed altre realtà solidali con Cuba hanno reso omaggio al grande pensatore e  rivoluzionario cubano José Martí, per il 166° anniversario del suo giorno natalizio.

Fra gli interventi ha spiccato quello, come sempre molto chiarificatore e lucido, dell'ambasciatore cubano Josè Carlos Rodriguez Ruiz.

Un clima pacato ha accompagnato la suddetta celebrazione; il tutto misto ad un affetto che può essere afferrato solo se ci si prefigura, anche solo fugacemente, la vastità dell'apporto che il pensiero e l'opera martiani hanno donato non solo alla cultura latinoamericana, ma anche a quella mondiale.

Pur tuttavia, gli occhi dei membri dell'ANAIC, così come quelli dei restanti presenti, erano puntati sulla manifestazione che avrebbe avuto luogo dinanzi la sede dell'ambasciata del Venezuela Bolivariano, in via N.Tartaglia, sempre nella capitale.

Difatti, nel medesimo giorno della celebrazione del poeta cubano Martí, ha avuto luogo un presidio, presso la suddetta ambasciata, contro l'attacco politico e mediatico che, in questi ultimi giorni, si sta consumando nei confronti del legittimo (perché eletto dalla maggioranza dei venezuelani) presidente del Venezuela Nicolás Maduro; un golpe, quest'ultimo, "naturalmente" orchestrato dagli Usa, e dalle sue immancabili pedine satellite.

Non solo l'ANAIC, bensì anche il Comitato Italia-Venezuela Bolivariano, promotore del presidio; e poi, Potere al Popolo, USB, Patria Socialista, Giuristi Democratici, Partito della Rifondazione Comunista, Partito Comunista Italiano, L'Antidiplomatico, Altrenotizie.org, Libera TV. Lazio, e molte altre realtà solidarizzatesi con questo vile tentativo di golpe, l'ennesimo in America Latina contro tutti quei governi popolari che scelgono, plebiscitariamente, di non sottostare al capitalismo di stampo imperiale che da secoli soggioga (e per secoli ha soggiogato) i popoli latinoamericani.

Presenti anche gli ambasciatori della Repubblica Bolivariana del Venezuela presso la Repubblica Italiana (Julian Isaias Rodriguez Diaz, vicepresidente per un anno nel governo Chávez), la FAO, e la Santa Sede, i quali non hanno mancato di unirsi e ringraziare i solidali gesti degli accorsi.

Fra i gridi di resistenza, che fluttuavano nella raccolta strada romana, non solo quello che incitava il prosieguo delle attività del legittimo presidente Maduro, compagno dell'eterno Chavez, bensì anche quello che, unitariamente, gridava al mondo che un altro colpo di stato come quello che rovesció il patriota Allende, non ci sarebbe mai più stato.

Ciò come controprova del fatto che l'unità progressista latinoamericana può varcare i propri confini ed andare persino oltreoceano.

Non c'è fredda giornata romana che possa arrestare la solidarietà verso gli oppressi; "le vene aperte dell'America Latina", per parafrasare il grande Galeano, han visto scorrere troppo sangue per gelarsi davanti al caldo grido dei suoi eroici popoli.