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ROMA - Immancabile presenza, quella dell'ANAIC, ad un nuovo evento sul Venezuela, da tempo soggiogato dal mainstream mediatico, abile nel propalare una serie sterminata di così dette "fake news".

L'evento, organizzato dal Comitato Italia-Venezuela Bolivariano, in sinergia con l'ANPI di Roma, ha smascherato appunto le bugie volte alla destabilizzazione ed al rovesciamento di un governo, quello di Maduro, sempre più spina nel fianco degli USA e del dominante modello neoliberale.

Nella suggestiva Casa della Memoria, proprio a Roma, ha avuto luogo questo delicato incontro, il quale ha visto la partecipazione di giornalisti impegnati e molto attivi sul tema, quali Fabrizio Verde, direttore dell'Antidiplomatico; Fabrizio Casari, direttore di altrenotizie.org; Fabio Marcelli, esponente di Giuristi Democratici e corrispondente del Fatto Quotidiano.

Tra gli altri invitati anche Salvatore Izzo, direttore di Farodiroma.it, e Luciana Castellina, ex commissario europeo alla cultura.

A moderare la serata, l'esperta di diritti umani, Michela Arricale, la quale ha avuto modo di presentare sia il saluto iniziale del presidente dell'ANPI di Roma,  Fabrizio De Sanctis, sia l'intervento centrale di Pino Arlacchi, vicesegretario generale dell'ONU dal 1997 fino al 2002.

Presenti in sala tanto la delegazione dell'ambasciata venezuelana, quanto quella dell'ambasciata cubana.

In un mondo dell'informazione stravolto da sempre più incisivi processi mediatici nuovi ed allettanti, questi si riflettono sulle vicende politiche e sociali del tempo, spesso determinandole.

Sul Venezuela e sulla Rivoluzione Bolivariana si è prodotta, e si continua a produrre certo tipo di informazione, la quale però, risulta troppo spesso essere a senso unico, cioè a difesa di un'opposizione politica che trova la sua ragione di esistere sempre maggiormente nel servilismo verso gli USA ed il loro modello neocoloniale, da cui traggono origine le vicende di destabilizzazione dei governi che, dopo la caduta dell'URSS, hanno scelto di non sottostare ai diktat neoliberali.

In tal senso l'esperienza socialista venezuelana rappresenta un baluardo di resistenza contro la dilagante omologazione culturale e politica perpetrata e  propagata dall'Occidente a marca USA negli ultimi trent'anni.

In tale contesto di unipolaritá, giova, dunque, non solo riportare al vaglio critico le condizioni tramite cui si osserva e si giudica la geopolitica, bensì anche spiegare e leggere diversamente i fatti che risultano determinant i per il recupero, nonché per la sopravvivenza della libertà ad essere uguali, nel rispetto della diversità e dell'autodeterminazione, intrinseche al concetto di coesistenza e dialogo fra popoli liberi.

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