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diritti umani

di José Luis Centella Gómez, Segretario generale del partito Comunista Spagnolo

Da tempo dalla Spagna passano numerosi personaggi della cosiddetta dissidenza interna alla Repubblica di Cuba, tutti ricevuti dai massimi dirigenti dello Stato spagnolo e dal suo Capo di Governo.

Mentre non godono di alcuna visibilità i cubani arrivati in precedenza e che oggi protestano davanti al Governo del Partito Popolare spagnolo affermando che le promesse a loro fatte non sono state mantenute, cioè godere di alcuni privilegi che credevano di meritare come ricompensa per il loro lavoro contro il regime cubano. In questo peregrinaggio non sarebbe male affrontare alcune questioni per capire quello che ribadiscono questi individui.

Il principale tema che rivendicano è un dibattito sui diritti umani come discriminante del regime cubano e che giustifica la loro dissidenza…

Entriamo nel dibattito sui Diritti Umani a Cuba, senza complessi, cominciando con il riconoscere che Cuba non è il paradiso né ha risolto tutti i suoi problemi, ma sottolinenado alcune questioni, evidenti e riscontrabili, che sono state riconosciute dalla Comunità Internazionale, relative ai diritti umani di base, nonostante il bloqueo degli Stati Uniti e il suo impressionante costo economico e sociale, di cui potremmo parlare in un altro momento. Cuba è uno dei pochi Paesi che ha raggiunto gran parte degli obiettivi fissati dallo Sviluppo del Millennio (ODM) in tema di basso livello di mortalità infantile e materna a Cuba.

Concretamente possiamo affermare che Cuba ha raggiunto gli Obiettivi n. 1 sull’eliminazione della povertà estrema e la fame; n. 2 sul raggiungimento dell’insegnamento primario universale; n. 4 sulla riduzione della mortalità dei bambini minori di cinque anni. Mentre procede l’obiettivo n. 3 sulla promozione dell’uguaglianza dei sessi e il rafforzamento del ruolo della donna.

In questo senso, vogliamo evidenziare che Cuba è un Paese con un alto livello di sviluppo umano, che occupa il 51esimo posto su 187 Paesi, secondo “il Rapporto sullo Sviluppo Umano 2011”. Oltre a questo, secondo l’ ”Indice di Sviluppo Umano Non Economico”, nella classifica mondiale Cuba è al quarto posto, essendo il Paese in via di sviluppo con i migliori risultati

Va sottolineato soprattutto l’importanza che a Cuba ricopre il diritto alla salute. L’isola garantisce l’accesso universale e gratuito alla salute pubblica. Nel 2012 è stato riscontrato un tasso di mortalità infantile pari al 4,6 per mille, il più basso dell’America latina e dei Caraibi. In quello stesso anno la mortalità materna è stata del 21,5 per mille, posizionandosi tra le più basse a livello internazionale, mentre il Programma di Vaccinazione ha garantito una delle più vaste coperture al mondo, permettendo la prevenzione di 13 tipi di malattie. Questo ha contribuito alla eliminazione della malaria, poliomelite, difterite, tosferina, morbillo, rosolia, sindrome della rosolia congenita, tetano neonatale e meningite tubercolosa. E malgrado le restrizioni imposte dal bloqueo statunitense nell’acquisizione di risorse e tecnologia, la ricerca sui vaccini contro i virus del colera, del dengue e dell’AIDS si è intensificata.

Riguardo al Diritto all’Educazione, lo stesso Rapporto sull’Educazione per Tutti, dell’UNESCO (2011), riconosce a Cuba un alto livello educativo, e la colloca al 14esimo posto nel mondo per il suo Indice di Sviluppo dell’Educazione per Tutti.

Cuba continua a promuovere la prevenzione in materia di educazione e reinserimento sociale come deterrente contro la delinquenza. Il lavoro di prevenzione nelle scuole s’incentra sulla lotta contro l’uso di stupefacenti e psicofarmaci, sull’eliminazione di condotte sociali inadeguate, sull’uso corretto della lingua, sull’educazione di valori etici e sullo sviluppo di una condotta sessuale responsabile. Crescono i servizi di Linea Aiuto, nella prevenzione del consumo di dorghe e nell’educazione della sessualità con un’attenzione verso i due sessi e i loro diritti.

Voglio inoltre segnalare i risultati raggiunti nel Diritto ad un’Alimentazione Adeguata, questione questa, in tempo di crisi, disgraziatamente molto attuale. Nel 2012 è stata adottata una nuova politica agroindustriale, che amplia lo spettro delle linee di lavoro strategiche rispetto a questo diritto. Viene realizzato un nuovo modello di gestione economica con una maggiore presenza di forme produttive non statali.

Il governo cubano, malgrado il bloqueo e la crisi, garantisce prodotti alimentari di base a prezzi sovvenzionati per l’intera popolazione, fornendo quantità base di riso, cereali, proteine, olio, sale e zucchero, in funzione delle entrate individuali e familiari. Viene garantito inoltre un litro di latte al giorno a tutti i bambini fino ai sette anni. Solo nel 2010, la spesa per sovvenzionare il paniere alimentare è stata di 750 milioni di dollari. Continua ad essere applicato il Piano Integrale per la Prevenzione e il Controllo dell’Anemia per Deficienza di Ferro, sui bambini e le bambine e sulle donne incinte, mantenendo questo disturbo nutrizionale ad un livello bassissimo. Esiste inoltre il Servizio di Alimentazione Sovvenzionato per gli anziani, disabili e altre categorie a rischio, senza contare sugli aiuti da parte di organismi internazionali che altri Paesi ricevono.

Oltre a questi risultati raggiunti all’interno del Paese, Cuba porta avanti la sua cooperazione internazionale:

In materia di salute, rispondendo a nuove richieste da parte di altri Paesi, Cuba ha partecipato attivamente, tra il 2007 e il 2010, ad uno Studio Clinico Genetico e Psicosociale per Persone Disabili in Bolivia, Ecuador, Nicaragua, San Vicente e le Granadine e il Venezuela. Il suo obiettivo era promuovere l’integrazione senza discriminazioni di queste persone nelle loro società.

Poi la “Operación Milagro” che ha restituito la vista a migliaia di cittadini nel mondo, che ebbe iniziò nel 2004, ha permesso, fino a gennaio del 2012, 2.261.987 interventi chirurgici. Hanno potuto usufrire di questo programma 34 Paesi dell’America latina, Caraibi e Africa. Per dargli continuità sono stati creati 47 centri oculistici all’estero con 59 strutture chirurgiche in cui lavorano 525 collabboratori in 16 Paesi.

Da quando è stato costituito il Contingente di Medici Specializzati in Situazioni di Disastro e Gravi Epidemie (Brigata Henry Reeve), 5.490 collaboratori cubani hanno offerto assistenza medica a più di 3 milioni di vittime e il numero di curati ed assistiti continua a crescere. Questo Contingente ha effettuato più di 33.800 interventi chirurgici e ha contribuito a salvare 468.000 vite.

Voglio aggiungere inoltre che la Scuola Latinoamricana di Medicina (ELAM) e la Formazione Professionale della Salute a Cuba hanno permesso che si laureassero 9.960 medici di 58 Paesi tra il 2005 e il 2011. Mentre tra il 2011 e il 2012 la formazione a Cuba di professionali della salute di altri Paesi, è stata di 21.217 studenti di 122 Paesi nelle specialità di Medicina (18.364), Psicologia (1), Tecnologia della Salute (417), Infermeria (362), Estomologia (66), Postgrado (207).

In materia di educazione, la cooperazione educativa cubana si sviluppa in diversi livelli di insegnamento. Dal 2004 ad oggi è stata allargata la cooperazione nel processo di alfabetizzazione e post alfabetizzazione mediante i programmi cubani “Yo sí, puedo” (Premio Rey Sejong), “Ya puedo leer y escribir” e “Yo sí, puedo seguir”. Fino a fine novembre del 2012, i diplomati del programma “Yo sí, puedo” sono state 6.950.693 e del programma “Yo sí, puedo seguir” 975.837 persone. Il Programma “Yo sí, puedo” è stato applicato su 29 Paesi. Attualmente viene implementato in 16 nazioni di America latina e Caraibi, Africa, Asia, Oceania, Europa e Canada.

Voglio evidenziare, perché meno conosciuti, i risultati relativi all’uguaglianza tra i sessi e il potenziamento del ruolo della donna, ricordando che Cuba è stato il primo Paese a firmare e il secondo a ratificare la Convenzione sull’Eliminazione di Tutte le Forme di Discriminazione contro la Donna. Nel 2010 il governo cubano ha cosegnato il VII e l’VIII Rapporto al Comitato entrambi stabiliti dalla stessa Convenzione.

Come risultato delle strategie governative dirette a promuovere il ruolo delle donne negli incarichi pubblici, la quota di cittadine cubane presenti nell’Assemblea Nazionale del Potere Popolare è giunta al 45%. In proporzione, Cuba occupa il terzo posto a livello mondiale di donne parlamentari, come ratifica il Rapporto dell’Unione Interparlamentare (UIP), del gennaio 2012. Per la prima volta una donna è Vicepresidente del Consiglio di Stato e un’altra ricopre la carica di Vicepresidente dell’Assemblea Nazionale del Potere Popolare (Parlamento). Nove delle quindici Assemblee Provinciali del Potere Popolare (legislature provinciali) sono presiedute da donne. Nove Ministeri sono diretti da donne, le quali costituiscono il 40% dei membri del Consiglio di Stato.

Nel 2011, le donne raggiungevano il 42,4% con incarichi di direzione e rappresentavano il 65,6% delle risorse professionali e tecniche del Paese. Come forza lavoro attiva sono il 47,3%

Sono pienamente garantiti i diritti sessuali e di riproduzione, compresi il diritto all’aborto e alla libera scelta sulla fecondità, e i serivizi di pianificazione familiare per uomini e donne sono accessibili a tutti, gratuiti e universali. Tra gli obiettivi da raggiungere vi è quello di promuovere la prospettiva di genere, ottenere un migliore accesso al lavoro per le donne disabili ed eliminare gli stereotipi sessuofobi presenti nella cultura nazionale. Attraverso il Piano di Azione Nazionale di Applicazione degli Accordi di Beijing, questa situazione viene valutata con la partecipazione di Istituzioni dello Stato insieme alle organizzazioni della società civile.

Infine voglio evidenziare le ottime tecniche di pevenzione e mitigazione dei disastri naturali che provocano nel Paese danni molto gravi. Grazie a queste, si è riusciti a limitare il più possibile la perdita di vite umane durante il passaggio degli uragani. Così accadde nel 2008 quando Cuba fu colpita da tre uragani di grande intensità e da due tempeste tropicali, che causarono danni per 10 miliardi di dollari, ma la perdita di vite fu significativamente inferiore rispetto a quella verificatasi negli Stati Uniti, malgrado le differenze di mezzi a disposizione. Il segreto consiste nel fatto che a Cuba prima di tutto vengono protette le persone, mentre negli USA si dá la priorità alla proprietà privata.

Dunque in questo dibattito, come dicevo, senza complessi, possiamo e dobbiamo riconoscere lo sforzo della Repubblica di Cuba in difesa dei Diritti dell’Uomo, malgrado le difficoltà causate dal crudele e disumano bloqueo, che dovrebbe essere il principale motivo di denuncia di tutte le organizzazioni che nel Pianeta parlano di diritti umani. Perché con tutte le limitazioni, con tutti i problemi, con tutti gli errori che si possono commettere, la chiave consiste nel riconsocere che a Cuba, l’economia e la società, sono in funzione dell’interesse generale, dell’interesse dell’essere umano e non in funzione del beneficio economico di pochi…Comunque si decida di definirla, alcuni di noi seguitiamo a chiamarla costruzione del socialismo.