Ieri, 7 maggio 2026, il Circolo di Roma dell’ANAIC ha trasformato il panorama di Via Piccolomini in un palco di denuncia. Mentre il Segretario di Stato USA Marco Rubio veniva ricevuto con tutti gli onori dal Governo italiano e dal Papa, alcuni militanti del Circolo di Roma hanno organizzato un flash mob simbolico per contestare questa complicità diplomatica.
La critica è netta: accogliere un esponente politico statunitense con un passato di posizioni ostili verso Cuba e una retorica apertamente guerrafondaia, significa legittimare politiche imperialiste che minacciano la sovranità e la pace.
In un momento in cui Washington ha rilanciato dichiarazioni aggressive sull’eventualità di attacchi militari all’isola caraibica, l’abbraccio tra Roma, il Vaticano e Rubio appare non solo inappropriato, ma pericoloso.
Al centro della protesta, uno striscione inequivocabile: “Giù le mani da Cuba”. Un monito lanciato proprio sotto lo sguardo di San Pietro, per ricordare che la diplomazia non può essere un’eccezione quando si tratta di difendere la vita e la libertà di un popolo.
Non è solo dissenso, è un rifiuto morale di normalizzare chi prepara la guerra.