In occasione della celebrazione dei 60 anni della “Biografía de un Cimarrón“, l’Ambasciata di Cuba in Italia ha avuto l’onore di ospitare il suo autore, il celebre intellettuale cubano Miguel Barnet, presidente della Fondazione Fernando Ortiz e presidente onorario dell’UNEAC.
Davanti a un pubblico numeroso e partecipe composto da studiosi, studenti, appassionati di cultura latinoamericana e membri della comunità cubana a Roma, Barnet ha illustrato l’importanza fondamentale della sua opera nella letteratura mondiale.
Il libro, che raccoglie la testimonianza di Esteban Montejo, uno schiavo fuggito che visse oltre cento anni, combattente dell’Esercito Liberatore e infine operaio nell’industria zuccheriera, continua a essere adottato nelle università di tutto il mondo come esempio emblematico di come la letteratura possa farsi strumento di memoria collettiva e giustizia storica.
Barnet ha sottolineato come l’opera non abbia perso nulla della sua forza dopo sei decenni: rimane un documento antropologico prezioso, una testimonianza orale trascritta con rigore e sensibilità che ha portato al centro della letteratura mondiale la voce di chi era stato storicamente silenziato.
Durante la serata è stata anche presentata La Ruta de la Rumba 2026 dedicata al Cimarrónaje, iniziativa che promuove lo studio e la pratica della rumba cubana, riconosciuta dall’UNESCO come Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità dal 2016.
Il festival internazionale si svolgerà da metà agosto a inizio settembre 2026, attraversando diverse province cubane prima di concludersi con un grande raduno al centro culturale El Sauce a L’Avana.





