ROMA – Nell’ambito della Festa dell’Unità Comunista, presso il Parco Marta Russo a Labaro, si è tenuto un interessante dibattito dal titolo “La destabilizzazione globale nella prospettiva di un nuovo mondo multipolare”.
L’evento ha visto la partecipazione di relatori di spicco come Sandro Scardigli, del Dipartimento Esteri del PCI, Cesare Capuano del Direttivo dell’Associazione Nazionale di Amicizia Italia-Cuba Circolo di Roma, Sergio Cararo di Contropiano e Bassam Saleh del Comitato Per non dimenticare Sabra e Shatila.
Il tema della destabilizzazione globale ha trovato ampio spazio nel discorso pubblico negli ultimi anni, soprattutto alla luce delle crisi geopolitiche, economiche e sociali che interessano attualmente il pianeta e, alla luce di ciò, gli oratori hanno affermato come questi fenomeni siano interconnessi e influenzati da politiche imperialiste, conflitti regionali e una crescente sfiducia nei confronti delle istituzioni internazionali.
Durante il suo intervento, Cesare Capuano ha evidenziato le ingerenze statunitensi nelle recenti elezioni presidenziali in Venezuela e denunciato il persistente blocco contro Cuba, sottolineando come tali strategie imperialiste, che costituiscono ormai uno standard ben consolidato a partire dalla mai abbandonata Dottrina Monroe, abbiano un impatto devastante sulla sovranità e sul benessere di queste nazioni.
Bassam Saleh ha lanciato l’allarme sul genocidio in atto a Gaza da parte del governo israeliano, con la voce dei palestinesi totalmente oscurata dai principali mezzi di comunicazione, sottolineando che il conflitto non è con Hamas, che è solo una parte di Gaza e della Cisgiordania, ma con tutto il popolo palestinese.
Gli altri interventi sono stati concordi nel ritenere che la transizione da un sistema unipolare, dominato dalla supremazia statunitense, a un equilibrio di poteri in cui diverse nazioni e blocchi (come Cina, Russia e Unione Europea) giocano un ruolo cruciale, non è solo una possibilità, ma anche una necessità per garantire la stabilità globale