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USA, la Palestina alza la voce

Altrenotizie.org - Dom, 09/06/2024 - 11:55

“Tutti voi qui presenti oggi siete stati iscritti nella storia della lotta palestinese. Ci siamo riuniti a Detroit, alla Conferenza Popolare per la Palestina, con oltre 3.500 persone provenienti da tutto il Nord America e decine di migliaia di persone online. Abbiamo reso chiaro il nostro messaggio: noi, il movimento per la Palestina in Nord America e in tutto il mondo, siamo qui per lottare fino alla vittoria.”

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Israele e l’insidia libanese

Altrenotizie.org - Gio, 06/06/2024 - 19:40

L’annuncio del primo ministro israeliano Netanyahu circa l’imminente apertura di un nuovo fronte di guerra al confine settentrionale con il Libano è prima di tutto un tentativo di districare lo stato ebraico dal pantano, senza evidenti vie d’uscita, in cui si è infilato con l’intensificarsi dell’aggressione militare a Gaza. Dell’esplosione di un conflitto ad alta intensità con Hezbollah si parla da mesi, ma nelle ultime settimane il livello dello scontro tra le due parti ha fatto segnare una pericolosa escalation, mettendo ancora di più sotto pressione il regime di Tel Aviv.

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India, la sorpresa delle urne

Altrenotizie.org - Mer, 05/06/2024 - 20:05

Le previsioni alla vigilia del voto e la promozione incessante dell’immagine di leader super-popolare del primo ministro, Narendra Modi, sono state smentite clamorosamente dai risultati delle elezioni generali concluse in India nel fine settimana al termine di un complicato processo durato quaranta giorni. Il partito di governo BJP (Bharatiya Janata Party o Partito del Popolo Indiano) è rimasto in realtà di gran lunga il primo partito per numero di seggi conquistati nella camera bassa del parlamento federale (“Lok Sabha”), ma ha perso per la prima volta nell’ultimo decennio la maggioranza assoluta. Modi potrà comunque inaugurare a breve un terzo mandato, anche se solo grazie al sostegno di altri partiti compresi nella sua Alleanza Democratica Nazionale (NDA), con i quali il BJP si è presentato agli elettori.

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Di destra, libertari e “di sinistra”

Altrenotizie.org - Lun, 03/06/2024 - 20:19

Il 18 e 19 maggio (2024), su iniziativa del partito di estrema destra VOX e del suo leader Santiago Abascal e sotto il nome di “Europa Viva 24” (www.europaviva.es), si è tenuta al Palacio de Vistalegre di Madrid, in Spagna, la convention di “sostenitori, dirigenti del partito, consiglieri, vicepresidenti regionali, deputati nazionali e regionali e ospiti internazionali” (https://t.ly/og0ED).

All'imponente raduno di circa 11.000 persone, che hanno scandito “No, no, non la voglio, una dittatura come quella del Venezuela”, “Puigdemont in prigione”, “Mancini di merda” o “Ladri”, (https://t. ly/sRii_) hanno partecipato come ospiti, tra gli altri: Roger Severino, vicepresidente della Heritage Foundation dell'Atlas Network, il think tank dei libertari americani; Matt e Mercedes Schlapp, organizzatori della Conservative Political Action Conference (CPAC) negli Stati Uniti; l'ex primo ministro della Polonia, Mateusz Morawiecki; la presidente del National Rally francese, Marine Le Pen; il presidente del Chega del Portogallo, André Ventrua; il ministro israeliano per gli Affari della Diaspora, Amichai Chikli; il primo ministro ungherese Viktor Orban; il primo ministro italiano Giorgia Meloni; tra i latinoamericani, José Antonio Kast del Partito Repubblicano cileno e portavoce della campagna “Sì per Pinochet”; ma soprattutto Javier Milei, attuale presidente dell'Argentina e primo governante anarco-capitalista libertario al mondo.

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Ucraina, la NATO balla con la guerra

Altrenotizie.org - Dom, 02/06/2024 - 20:11

Come fosse loro la pelle, come fosse loro il territorio, come fosse loro il tributo di sangue da pagare, i paesi NATO riuniti a Praga hanno deciso – con l’eccezione di Turchia, Italia, Spagna, Lussemburgo e Austria - di consentire agli ucraini di colpire il territorio russo utilizzando le armi NATO. Non è chiaro quali soldati ucraini dovrebbero usarle, visto che ne restano solo pochi battaglioni e che la metà delle persone in età di leva sono fuggite all’estero e non pensano affatto di tornare, ma certo questa è una novità formale.

La decisione implica che difesa dell’Ucraina diventa attacco alla Russia e questa è la questione più significativa: alla disponibilità russa di sedersi ad un tavolo di trattative per il cessate il fuoco, Europa e USA rispondono con l’escalation militare. Esattamente come avvenne alla vigilia del Febbraio 2022, quando gli USA ignorarono e disprezzarono tutti i tentativi russi di risolvere il contenzioso diplomaticamente.

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Trump, condanna a New York

Altrenotizie.org - Gio, 30/05/2024 - 19:54

Nella giornata di giovedì i dodici membri della giuria popolare selezionata nel processo penale contro Donald Trump hanno giudicato all’unanimità l’ex presidente repubblicano colpevole di tutti e 34 i capi d’accusa contestati dall’ufficio del procuratore distrettuale di Manhattan, Alvin Bragg. La pena che gli verrà inflitta nel primo storico processo a un ex occupante della Casa Bianca sarà decisa in un’udienza fissata per il prossimo 11 luglio, cioè quattro giorni prima dell’apertura della “Convention” del Partito Repubblicano. A stabilirla sarà il giudice della Corte Suprema dello Stato di New York che presiede al processo, Juan Merchan. Trump era accusato di avere falsificato documenti aziendali nel contesto di una presunta cospirazione per influenzare le elezioni presidenziali del 2016.

Il processo, durato cinque settimane, era culminato martedì in un'arringa finale di tre ore da parte della difesa di Trump, seguita da una lunga esposizione dell'accusa. Basandosi su una teoria legale a dir poco dubbia, l'accusa sosteneva che Trump avesse cospirato con il suo ex avvocato, Michael Cohen, per pagare 130.000 dollari all'attrice pornografica Stormy Daniels (Stephanie Gregory Clifford), affinché non rendesse pubblica una presunta relazione sessuale avuta con l’ex presidente nel 2006. Questo pagamento, secondo l'accusa, sarebbe stato effettuato poco prima delle elezioni del novembre 2016 per evitare che la notizia influenzasse negativamente la campagna di Trump.

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Washington accende Taiwan

Altrenotizie.org - Mer, 29/05/2024 - 19:46

Il totale fallimento del progetto ucraino non sembra avere influito minimamente sulle scelte di politica estera degli Stati Uniti, visto che uno scenario simile a quello dell’ex repubblica sovietica continua a essere promosso dall’amministrazione Biden sull’isola di Taiwan. L’ultima della lunga serie di provocazioni di questi anni è avvenuta nei giorni scorsi con la visita a Taipei di una delegazione “bipartisan” di deputati del Congresso di Washington, in concomitanza con l’insediamento del nuovo presidente taiwanese favorevole all’indipendenza, William Lai Ching-te.

Anche a Taiwan sembrano tuttavia aumentare le più che legittime preoccupazioni per il percorso distruttivo che il governo del Partito Democratico Progressista (DPP) sta seguendo.  Sempre più, i leader di quest’ultimo assecondano la promozione delle tendenze separatiste, attraverso la messa in discussione della politica di “una sola Cina”, riconosciuta formalmente anche da Washington e che nega appunto l’esistenza di una nazione o entità statale indipendente – o potenzialmente tale – a Taiwan. Ciò avviene con l’intensificazione delle relazioni diplomatiche, ma anche con il continuo invio di armi a Taipei e il dispiegamento di militari americani sull’isola.

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Sale la pressione su Netanyahu

Altrenotizie.org - Mar, 28/05/2024 - 19:50

I governi di Irlanda, Norvegia e Spagna hanno riconosciuto formalmente martedì lo stato palestinese, con una mossa che potrebbe convincere altri paesi europei a muoversi nella stessa direzione, aumentando così le pressioni su Israele. La decisione non avrà comunque effetti concreti sulla drammatica situazione nella striscia di Gaza. Il regime genocida di Netanyahu continua infatti ad agire in violazione di tutte le norme del diritto internazionale grazie all’irremovibile sostegno dell’amministrazione Biden. L’isolamento internazionale di Tel Aviv inizia però a rappresentare un serio problema per i governi in Occidente, dove in molti temono che la reputazione dello stato ebraico sia irreparabilmente danneggiata, con tutte le conseguenze che ne potrebbero derivare sul piano dei loro interessi strategici in Medio Oriente.

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L’impero dell’Apocalisse

Altrenotizie.org - Dom, 26/05/2024 - 21:05

"La Russia che sta per attaccare l'Europa è una montatura propagandistica. Non occupa uno Stato della NATO. È l'Europa che sta preparando piani per attaccare la Russia". Parole e musica di Vicktor Orban, Presidente dell'Ungheria, membro dell'UE e della NATO. Si può nutrire ogni sorta di sentimento nei confronti di Orban, ma il riarmo contro Russia e Cina è impossibile da confutare.

I 1.26 trilioni di dollari che la NATO spende annualmente in armamenti rappresentano il 62% della spesa militare globale e si stima che l'aumento dall'attuale 2 al 4% del PIL di ogni Paese membro, con l'aggiunta di Svezia, Norvegia e Finlandia, porterà al 74% del totale, con l'Occidente davanti a Russia e Cina con una differenza abissale. Nello specifico dei tre giganti gli USA spendono 877 miliardi di Dollari, la Cina 296 e la Russia circa 90.  Ciò annulla ogni possibile argomentazione sul necessario equilibrio militare: la realtà dei numeri denuda la propaganda.

Il mercato bellico anglosassone è sovraeccitato. Dieci delle maggiori aziende di difesa del mondo hanno ordini per oltre 730 miliardi di dollari. La Germania investirà 100 miliardi di euro in armamenti nei prossimi tre anni con un chiaro orientamento russofobico e il Giappone ha avviato il più grande processo di riarmo della sua storia in evidente funzione anticinese.

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GB: “Game over” per i conservatori

Altrenotizie.org - Gio, 23/05/2024 - 19:30

La crisi irreversibile del governo britannico del primo ministro, Rishi Sunak, è culminata mercoledì con la decisione, presa da quest’ultimo e ratificata dal sovrano, di indire elezioni anticipate per il prossimo 4 di luglio. In un clima domestico e internazionale esplosivo, in buona parte responsabilità dello stesso gabinetto conservatore di Londra, la classe dirigente d’oltremanica ha ritenuto evidentemente urgente un passaggio di consegne nel Regno Unito, senza cioè attendere la scadenza naturale del mandato legislativo (gennaio 2025). Tutti i sondaggi danno favorito il Partito Laburista e il suo leader, Keir Starmer, la cui agenda è per molti versi indistinguibile da quella del governo e della maggioranza uscenti.

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Francia, guaio in Nuova Caledonia

Altrenotizie.org - Mer, 22/05/2024 - 18:44

La crisi esplosa oltre una settimana fa nella colonia francese della Nuova Caledonia ha raggiunto un livello tale di gravità da spingere il presidente Macron a recarsi personalmente sull’arcipelago situato in posizione strategica nel Pacifico meridionale. Il governo di Parigi sta cercando in tutti i modi di soffocare le proteste della popolazione indigena contro una recente modifica costituzionale che minaccia di alterare gli equilibri elettorali in questa “collettività francese d’oltremare”. Il malcontento della fascia più povera della popolazione caledoniana va ricondotto però anche all’aggravarsi della situazione economica, per via soprattutto delle difficoltà in cui si dibatte l’importante industria estrattiva di questo territorio, a sua volta collegata alle mire strategiche francesi e occidentali in genere.

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ICC, caccia al criminale Netanyahu

Altrenotizie.org - Mar, 21/05/2024 - 17:41

La richiesta di arresto ai danni del primo ministro israeliano Netanyahu e del ministro della Difesa del suo governo da parte del procuratore capo del Tribunale Penale Internazionale (ICC) ha aggravato questa settimana l’isolamento internazionale di Tel Aviv, così come di Washington. La reazione rabbiosa dell’amministrazione Biden ha anche confermato come oltreoceano abbiano raggiunto ormai i livelli di guardia i timori per le conseguenze di un’operazione militare, come quella in corso a Gaza, che praticamente per tutto il resto del pianeta ha da tempo i connotati del genocidio.

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Iran, il lutto e la continuità

Altrenotizie.org - Lun, 20/05/2024 - 17:27

Il decesso del presidente iraniano, Ebrahim Raisi, in seguito allo schianto del suo elicottero nella giornata di domenica in un’area remota al confine con l’Azerbaigian è il secondo gravissimo incidente in pochi giorni a coinvolgere un leader di governo al centro del dibattito politico internazionale. Settimana scorsa, il primo ministro slovacco, Robert Fico, era sopravvissuto ad alcuni colpi di arma da fuoco sparati da un sostenitore dell’opposizione e della guerra contro la Russia in Ucraina. Quasi tutti gli elementi emersi finora in relazione alla morte di Raisi, nonché del ministro degli Esteri Hossein Amir-Abdollahian e altre due importanti personalità politico-religiose, fanno pensare a un incidente dovuto al maltempo e, forse, alle non perfette condizioni del mezzo su cui viaggiavano.

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Fico e l’atlantismo criminale

Altrenotizie.org - Gio, 16/05/2024 - 20:32

Dopo un lungo e complicato intervento chirurgico, il primo ministro slovacco Robert Fico è sopravvissuto al tentato assassinio di mercoledì avvenuto in una località a un paio d’ore di auto da Bratislava. Il gravissimo episodio ha tutti i connotati di un’operazione politica ed è da collegare allo scontro sull’Ucraina che si sta consumando tra i vertici UE e gran parte dei leader dei paesi membri da un lato e, dall’altro, quei governi di orientamento nazionalista che chiedono una soluzione diplomatica alla guerra, come appunto quello guidato da Fico e quello ungherese di Viktor Orban.

Non è ancora chiaro se il responsabile dell’attentato abbia agito soltanto di sua iniziativa, ma identità e orientamento politico risultano estremamente chiari e dimostrano a sufficienza quale sia il clima che ha contribuito agli eventi di mercoledì.

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Il nostro debito verso i russi

Altrenotizie.org - Mer, 15/05/2024 - 16:08

Enorme è il debito di riconoscenza che abbiamo nei confronti del popolo russo, che lasciò decine di milioni di vittime nella lotta vincente al nazifascismo e senza questo enorme sacrificio di sangue probabilmente oggi staremmo tutte e tutti sotto il tallone di ferro del nazismo hitleriano. Per questo è stato importante ricordare e celebrare il 9 maggio, giorno della vittoria, come ha fatto in modo esemplare Moni Ovadia, portando il suo contributo artistico all’ambasciata russa nell’anniversario di quel giorno fatidico.

Oggi il modo migliore che abbiamo di ricordare i caduti sovietici è insistere per un’immediata soluzione pacifica del conflitto ucraino, che sappia tener conto degli interessi di sicurezza della Russia e delle decine di milioni di cittadini russofoni che vivono in Ucraina, come nelle altre Repubboliche ex-sovietiche.

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Australia: i criminali sbagliati

Altrenotizie.org - Mar, 14/05/2024 - 19:48

La giustizia australiana ha emesso martedì per la prima volta in assoluto un verdetto di condanna in un caso di crimini di guerra collegato ai due decenni di occupazione militare dell’Afghanistan. A ricevere la condanna non è stato però nessuno dei militari che ha commesso materialmente oppure facilitato o insabbiato questi crimini, nonostante le prove per farlo siano da tempo anche di pubblico dominio, bensì uno dei “whistleblowers” che ha fatto conoscere al pubblico questi stessi crimini commessi contro i civili afgani. Il condannato in questione è l’avvocato militare David McBride, oggetto di una pesante sentenza per avere sottratto documenti riservati all’esercito australiano e poi condivisi con alcuni giornalisti della rete pubblica ABC.

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Ucraina, si apre il fronte di Kharkov

Altrenotizie.org - Lun, 13/05/2024 - 19:58

L’offensiva lanciata nei giorni scorsi dalle forze russe in direzione nord-sud verso la regione di Kharkov segna probabilmente una nuova tappa del processo di sfaldamento del regime di Zelensky e sta già mettendo alla prova i suoi sponsor NATO, alcuni dei quali discutono apertamente del possibile invio di propri militari sul fronte ucraino. Come di consueto, i vertici politici e militari russi tengono le carte coperte riguardo le scelte tattiche e strategiche nel teatro di guerra. L’operazione in corso può avere tuttavia svariati obiettivi e vantaggi, in grado di riflettersi lungo tutto il fronte di un conflitto che sembra avere imboccato ormai una direzione irreversibile.

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Dalla Nakba al Palazzo di Vetro

Altrenotizie.org - Dom, 12/05/2024 - 16:48

La Palestina è qualificata a diventare uno stato membro delle Nazioni Unite. A dirlo sono 143 paesi ai quali si oppongono in 9. A girare la testa altrove sono invece 25, che dietro un’apparente equidistanza, esibiscono la loro totale inadeguatezza alla gestione della governance internazionale. Per certi aspetti, la coscienza civile e la civiltà giuridica sono offese più dai 25 astenuti che dai nove contrari. Perché se tra i contrari vi sono Paesi che sarebbe più onesto definire appezzamenti di terra coloniali degli USA (Palau, Nauru, Micronesia, Papua Nuova Guinea, Ungheria, Argentina e Repubblica Ceca), nelle astensioni (Germania, Gran Bretagna, Italia, Olanda, Svezia, Austria, Canada, Svizzera, Finlandia, Ucraina, Albania, Bulgaria, Romania, Croazia, Moldavia, Georgia, Lettonia, Lituania, Macedonia del Nord, Paraguay, Isole Marshall, Fiji, Vanuatu, Malawi, Principato di Monaco) risiede un pezzo importante dell’Europa e di altri paesi richiedenti a urgenza variabile l’inserimento nella UE.

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USA, i Dem salvano lo “speaker”

Altrenotizie.org - Gio, 09/05/2024 - 18:03

Il partito unico che controlla il potere negli Stati Uniti ha salvato mercoledì lo “speaker” della Camera dei Rappresentanti, il repubblicano Mike Johnson, grazie al consolidarsi di una maggioranza bipartisan schiacciante per respingere una mozione di sfiducia presentata dall’estrema destra del suo partito. A soccorrere il leader repubblicano alla camera bassa del Congresso di Washington, installatosi meno di sette mesi fa, è stata la grande maggioranza dei deputati democratici. I vertici del partito del presidente Biden si erano d’altra parte impegnati a intervenire, con un’iniziativa politica che dimostra ancora una volta l’ampia convergenza sui temi cruciali per l’imperialismo americano, come la prosecuzione della campagna anti-russa attraverso il regime ucraino.

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Cina-UE, la sfida di Xi

Altrenotizie.org - Mer, 08/05/2024 - 19:47

La visita di questa settimana in tre paesi europei del presidente cinese, Xi Jinping, si inserisce nel quadro della competizione globale sempre più accesa tra Washington e Pechino, che vede nel vecchio continente uno dei terreni di scontro più importanti. Con Francia, Ungheria e Serbia sulla sua agenda europea, il leader della Repubblica Popolare ha operato una scelta strategica ben precisa, a cui si ricollega anche la recente trasferta del cancelliere tedesco Scholz in Cina. Tra polemiche sulle questioni commerciali e di “sovracapacità” industriale, nonché sul conflitto russo-ucraino, la presenza di Xi in Europa potrebbe riaccendere le tensioni tra quei paesi meglio disposti verso le opportunità offerte da Pechino e quelli più ostili. Il tutto nel pieno del processo di arretramento in Occidente dei principi del libero mercato a favore della costruzione, sia pure ancora nelle fasi iniziali, di vere e proprie economie di guerra.

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