ROMA – Si è svolta ieri sera presso l’Arena Cinema San Lorenzo Festival la proiezione del documentario di Gianni Minà, “Papa Francesco, Cuba e Fidel”, reportage della storica visita di Papa Bergoglio a Cuba, avvenuta nel settembre 2015.
Prima dell’inizio del film, per introdurre l’evento, sono saliti sul palco l’Ambasciatrice di Cuba in Italia, Mirta Granda Averhoff, la Presidente della Fondazione Gianni Minà, Loredana Macchietti Minà, Marco Papacci, Presidente dell’Associazione Italia-Cuba, e Igor Camilli, Segretario di Patria Socialista.
Durante i loro interventi, gli ospiti, oltre a ricordare come ancora oggi l’embargo su Cuba sia in vigore e rappresenti un ostacolo significativo nel percorso di dialogo e riconciliazione internazionale, hanno evidenziato l’importanza di Gianni Minà nel raccontare eventi di così grande rilevanza storica e politica attraverso il suo giornalismo serio e approfondito, merce sempre più rara nel contesto mediatico odierno.
Il film prende spunto dalla storica visita di Papa Francesco a Cuba, un momento che ha rappresentato molto di più di un semplice viaggio religioso.
Il documentario descrive, infatti, anche attraverso le interviste ai protagonisti del disgelo tra Stati Uniti e Cuba, tra cui personalità come monsignor Angelo Becciu, sostituto della Segreteria di Stato, e monsignor Jaime Ortega, arcivescovo dell’Avana, il ruolo cruciale della chiesa cattolica e di Papa Francesco nel processo diplomatico di sensibilizzazione del governo americano nei confronti di Cuba, in un momento in cui si stava riaprendo il dialogo tra le due nazioni, dopo oltre mezzo secolo di isolamento.
Inoltre, il reportage di Minà, che seguì per tutti e 4 giorni il Pontefice durante la sua visita nell’isola caraibica, mostra momenti di grande significato simbolico, tra i quali un’intervista esclusiva a Fidel Castro, l’ultima concessa a un giornalista occidentale e il toccante incontro privato tra il Papa e il Lider Maximo.
L’iniziativa ha riscosso grande successo, sottolineando l’interesse crescente per temi di attualità e di forte impatto storico e politico, e confermando come il giornalismo serio e documentato sia fondamentale per comprendere i grandi eventi che plasmano il nostro tempo.




