Sotto una fredda pioggia, Via Bissolati è diventata il palcoscenico di un presidio di circa duecento persone, tutte riunite a pochi passi dall’ambasciata degli Stati Uniti.
L’iniziativa, promossa da realtà come Piazza Osa, Cambiare Rotta, Rete dei Comunisti, USB, Rifondazione Comunista, Unione Democratica Arabo‑Palestinese, Potere al Popolo e dal Circolo di Roma dell’Associazione Nazionale di Amicizia Italia‑Cuba, aveva lo scopo di denunciare l’operazione terroristica statunitense della notte del 2‑3 gennaio, durante la quale le forze U.S.A. hanno bombardato Caracas e hanno sequestrato il presidente venezuelano Nicolás Maduro.
Dietro lo slogan “Giù le mani dal Venezuela”, i manifestanti hanno ribadito la propria solidarietà al popolo venezuelano ed espresso una condanna ferma dell’attacco statunitense, considerandolo paragonabile al terrorismo.
È stato inoltre evidenziato il silenzio dei governi occidentali di fronte a tali azioni che rappresentano un’aperta violazione del diritto internazionale verso un popolo sovrano.
Con la sua presenza, il Circolo di Roma ha voluto sottolineare un parallelismo storico: la stessa dinamica di pressione esterna che oggi colpisce il Venezuela ricorda, da più di sessant’anni, le sofferenze inflitte a Cuba attraverso l’imposizione ingiustificata del blocco economico-finanziario.
Questa continuità, secondo i membri del circolo, rende ancora più urgente una risposta solidale e una riflessione critica sull’ennesima ingerenza imperialista degli Stati Uniti.




