ROMA – Presso la Pontificia Università Antonianum, si è tenuta una conferenza per celebrare due anniversari significativi: il centenario della nascita di Fidel Castro (13 agosto 2026) e il quarantennale della pubblicazione del celebre libro “Fidel y la Religión” (1985), frutto di ventitré ore di dialogo tra il leader cubano e il frate domenicano brasiliano Frei Betto.
La conferenza è stata moderata dal Padre Agustín Hernández, rettore emerito dell’università, e ha visto interventi di rilievo:
- Leyde Rodríguez, Ambasciatore di Cuba presso la Santa Sede
- Gianni La Bella, storico italiano specializzato nelle relazioni Cuba-Santa Sede
- Luis Badilla, vaticanista cileno residente in Italia
Uno dei punti centrali del dibattito è stato il rapporto tra rivoluzione e fede religiosa. Come ha sottolineato l’Ambasciatore Rodríguez, attraverso quell’opera fondamentale Castro dimostrò che “la Rivoluzione non è solo un progetto politico, ma anche spirituale”.
Il professor Badilla ha evidenziato come il libro abbia contribuito a sfatare le accuse di carattere antireligioso mosse alla Rivoluzione cubana dai suoi oppositori.
Lo storico La Bella ha ripercorso i viaggi apostolici in Cuba di Giovanni Paolo II, Benedetto XVI e Francesco, sottolineando il ruolo della Santa Sede nel miglioramento delle relazioni tra Cuba e Stati Uniti e ha citato le recenti dichiarazioni di Papa Leone XIV sulla necessità del dialogo internazionale e sul rifiuto della pressione economica come strumento di politica estera.
L’evento ha riunito un pubblico numeroso, inclusi membri del Corpo Diplomatico, rappresentanti di associazioni di solidarietà, studenti e la comunità cubana residente in Italia.





