ROMA – Si è aperta alla Sala Santa Rita la mostra fotografica “Patria o Muerte – Voci da un’isola che resiste” di Valerio Bispuri, che resterà visibile fino al 27 settembre 2026.
Le 33 fotografie, provenienti da un viaggio di documentazione durato due mesi, tra giugno e luglio 2026, all Avana, Santiago de Cuba e le regioni orientali, sono divise in quattro sezioni narrative: la capitale, le difficoltà socio-economiche, i paesaggi dell’Oriente e l’orgoglio identitario.
In questo percorso, Bispuri evita deliberatamente lo stereotipo turistico: non auto anni Cinquanta, non palazzi coloniali colorati, non musica come sottofondo estetico ma la quotidianità cubana e la capacità di adattamento di una popolazione sotto embargo illegittimo imposto dagli Stati Uniti da oltre sessant’anni.
«Patria o muerte» non è quindi solo uno slogan ma una frase entrata nelle case, nelle scuole, nelle piazze. Oggi quelle parole raccontano il rapporto profondo tra l’isola e il proprio popolo che, nonostante le difficoltà economiche, la mancanza di beni essenziali, l’isolamento e le trasformazioni sociali, dimostra un senso di appartenenza ancora molto forte con la storia della rivoluzione.
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