ROMA – Il corteo del 25 Aprile ha visto quest’anno una partecipazione significativa di gruppi, tra i quali anche l’ANAIC Circolo di Roma, che hanno voluto intrecciare la memoria storica della Resistenza italiana con le attuali battaglie internazionali per l’autodeterminazione con un messaggio chiaro: “Da Cuba alla Palestina, dalla parte dei popoli che resistono”.
L’iniziativa è partita alle 8:30 con un pre-concentramento davanti la sede della FAO a Circo Massimo dove centinaia di partecipanti si sono radunati con striscioni e bandiere cubane e palestinesi.
Dalla sede della FAO, il gruppo si è mosso in direzione di Porta San Paolo, fermandosi per una tappa simbolica davanti all’Ambasciata di Cuba a Roma.
Qui, dopo un breve ma sentito discorso tenuto dall’Ambasciatore di Cuba in Italia, Jorge Luis Cepero Aguilar, che ha richiamato l’attenzione sul fatto che la Resistenza non è un fatto del passato, ma una necessità presente, è stata deposta una corona di fiori alla memoria dei 32 eroi cubani caduti per difendere il presidente della Repubblica Bolivariana del Venezuela Nicolás Maduro, in occasione del suo rapimento da parte delle forze armate statunitensi.
Un evento drammatico citato dall’ambasciatore come esempio estremo della violenza politica e dell’interventismo imperialista statunitense che minaccia la sovranità dei popoli.
I partecipanti hanno poi proseguito verso Porta San Paolo, dove lo spezzone si è unito al flusso principale del corteo della Liberazione.
Nel corso della marcia, poco prima di raggiungere Parco Schuster, Marco Papacci, presidente nazionale dell’ANAIC, ha preso la parola dal camion dell’ANPI che apriva il corteo, invitando tutti a mantenere viva la solidarietà verso i popoli oppressi, da Cuba alla Palestina, in questo momento storico difficilissimo.
Il 25 Aprile non è solo un ricordo, è un comando: la libertà si costruisce ogni giorno, stando dalla parte di chi resiste, come Cuba, ferita dal blocco ma incrollabile nella sua dignità.
Viva la Resistenza, viva Cuba libera.