ROMA – Al Museo di Roma in Trastevere è stata inaugurata la mostra “Cine de Papel”, che vede l’esposizione di 140 lavori, provenienti dalla collezione Bardellotto, che reinterpretano film italiani famosi con lo stile vibrante dei cartellisti cubani.
Storicamente, negli anni ’60 l’embargo americano costrinse i grafici cubani a creare nuove versioni dei poster cinematografici, dando vita a uno stile unico caratterizzato da colori accesi, forme audaci e messaggi rivoluzionari.
“Cine de Papel”, quindi, non è solo un’esposizione di poster, ma una testimonianza viva di un dialogo artistico internazionale e di come la cultura possa superare barriere politiche e geografiche.
La valenza artistica e il valore storico‑culturale di questi lavori è stata riconosciuta a livello mondiale, tanto che i poster sono inseriti nel programma UNESCO “Memory of the World”.
All’ evento inauguartivo hanno partecipato:
- Mirta Granda, ambasciatrice di Cuba in Italia, che ha sottolineato il legame tra la mostra e il Giorno della Cultura Cubana;
- Massimiliano Smeriglio, assessore alla Cultura di Roma Capitale, che ha evidenziato il ruolo della cultura come motore di trasformazione sociale;
- Marco Papacci, presidente dell’ANAIC, che ha definito la mostra “un ponte culturale” tra i due Paesi;
- Luigino Bardellotto, direttore del CSCC, che ha presentato la sua collezione di oltre 3 500 cartelloni cubani esposti in Italia e all’estero.
La mostra, che rimarrà aperta fino al 22 febbraio 2026, è promossa dal Dipartimento di Cultura di Roma Capitale, organizzata dal Centro di Studi del Cartellone Cubano (CSCC) e realizzata con la collaborazione dell’Associazione Nazionale di Amicizia Italia‑Cuba (ANAIC) e dell’Ambasciata di Cuba in Italia.





