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Il messaggio sul Venezuela, in video, di Roger Waters per il mondo

Cubadebate (italiano) - Mer, 20/02/2019 - 03:21

Roger1“Tutto questo non ha nulla a che vedere con gli aiuti umanitari. Tutto questo ha che fare solo con Richard Branson. Con gli Stati Uniti che hanno deciso di prendere il controllo del Venezuela a qualunque costo, tutto questo non ha nulla a che fare con i bisogni del popolo venezuelano. Nulla a che vedere con la democrazia. Nulla a che vedere con la libertà. Nulla a che vedere con gli aiuti umanitari”. A parlare è il grande artista Roger Waters in un video sui suoi canali social di commento al concerto “umanitario” organizzato in Colombia per il 22 febbraio con lo scopo mascherato ma chiaro di spianare la strada all’ennesimo crimine barbaro degli Stati Uniti e della sua industria bellica.

“Ho amici che sono a Caracas proprio in questo momento. Non c’è nessuna dittatura, nessun arresto di massa dell’opposizione, nessuna soppressione della stampa anche se la narrativa dominante dice altro”, ha proseguito. E poi un messaggio ai musicisti che parteciperanno, in particolare all’”amico” Gabriel:  “Volete un’altra Libia, un’altra Siria o un altro Iraq? Io no e sicuramente il popolo venezuelano non lo vuole”.

Sono parole straordinarie del più grande artista vivente. Potranno, secondo voi, censurare anche queste i media impegnati a giustificare l’ennesimo crimine barbaro a stelle e strisce?

Buona Visione!!

https://youtu.be/0TmCfjIQglw

testo e foto de L’AntiDiplomatico

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Firmato accordo intergovernativo tra Cuba ed Italia

Cubadebate (italiano) - Mar, 19/02/2019 - 00:03

ItaliaCubaUn accordo di collaborazione intergovernativo tra Cuba ed Italia per la riabilitazione della Facoltà dell’Arte Teatrale dell’Istituto Superiore dell’Arte (ISA) è stato sottoscritto giorni fa nella sede di questo centro docente, a L’Avana.

Il documento è stato firmato da Ricardo Antonio Merlo, sottosegretario degli Affari Esteri del Ministero degli Affari Esteri e della Collaborazione Internazionale della Repubblica Italiana, ed Alpidio Alonso Grau, ministro cubano della Cultura.

Mediante questo accordo si materializzerà il progetto denominato “Que no baje el telon”, che sarà finanziato dai due paesi e permetterà la conservazione del patrimonio culturale delle installazioni della Facoltà dell’Arte Teatrale, dichiarato Monumento Nazionale.

Per la parte italiana parteciperà alla materializzazione del progetto -che comincerà ad eseguirsi questo anno – il Dipartimento di Architettura dell’Università di Firenze, e per la cubana il Ministero di Cultura, il Centro di Collaborazione Internazionale, l’ISA ed il Consiglio dell’Amministrazione del municipio di Playa.

Il progetto prevede interventi nelle edificazioni della Facoltà, la disponibilità di nuovi locali, potenziare lo sviluppo dell’attività teatrale con la comunità, la realizzazione di eventi nazionali ed internazionali, fortificare le conoscenze del personale tecnico e realizzare differenti pubblicazioni, tra queste l’Atlante del Patrimonio del municipio di Playa.

Hanno partecipato alla cerimonia Andrea Ferrari, ambasciatore italiano a Cuba, ed Antonella Cavallari, direttrice generale e per America Latina e per i Caraibi della Cancelleria di questo paese, e Guillermo Solenzal, viceministro di Cultura di Cuba, tra gli altri dirigenti.

I visitatori hanno percorso le installazioni dell’ISA, che conformano, ha detto Alpidio Alonso, un insieme architettonico molto interessante, che sono state progettate dagli architetti italiani Roberto Gottardi e Vittorio Garatti ed il cubano Ricardo Porro.

Il Coro da Camera della Facoltà dell’Arte dell’ISA ha dato loro il benvenuto con l’interpretazione dell’opera musicale “Son Mercedes”, del compositore cubano Leo Brouwer.

da ACN

traduzione di Ida Garberi

foto dell’ISA

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Patetico e sinistro

Cubadebate (italiano) - Sab, 16/02/2019 - 03:03

eeuu-venezuela2-696x463-580x386È patetico che un certo Guaidó esca dall’oscuro anonimato per autoproclamarsi due volte Presidente del Venezuela. Come farsa e tragedia. La prima, l’11 gennaio, all’apparire così isulsa da doverla ripetere il 23. Patetico è che il copione della sua seconda illegale assunzione l’abbia dettata, il giorno prima, il vicepresidente Mike Pence da Wahington.

Patetico che si protegga, presumibilmente, nella Costituzione chavista, che i suoi alleati politici abrogarono immediatamente dopo il colpo di stato dell’aprile 2002. E che si dimentichi così rapidamente che se fosse un “Presidente di transizione” avrebbe dovuto convocare le elezioni dopo la sua prima auto-proclamazione del 10 gennaio.

Patetico che anche Trump chieda a Maduro elezioni pulite, quando il suo arrivo alla Casa Bianca è ancora oggetto d’indagine e la sua proclamazione l’ha raggiunta con tre milioni di voti popolari meno di Hillary Clinton.
Che anche disconosca le elezioni venezuelane il presidente dell’Honduras, autore di una colossale frode elettorale nel suo paese.

Patetico che la ‘democrazia’ Europa detti termini e condizioni elettorali ad una nazione sovrana.
Patetico che gli USA discutino di un aiuto umanitario per 20 milioni di $, mentre ruba, insieme al Regno Unito, migliaia di milioni confiscati dai conti venezuelani e pratica, da alcuni anni, una guerra economica contro la Rivoluzione Bolivariana il cui costo è stimato in più di 350 miliardi di $.

Patetico che il citato aiuto umanitario sia calcolato in magre razioni per decine di migliaia di persone, quando i mezzi dell’impero parlano di una fenomenale crisi umanitaria che minaccia la vita di milioni di venezuelani.
Patetico che Juan Guaidó armi uno show mediatico per annunciare l’arrivo del primo aiuto, ed El National sveli che tale aiuto fossero alimenti per neonati che erano in Venezuela da dicembre, prima che Guaidó si autoproclamasse e gli USA parlassero di “aiuto umanitario”.

Patetico che lo stesso Almagro, che implorò quasi lamentoso il sostegno del Venezuela per la sua elezione come Segretario Generale dell’OSA, impugni con accanimento il traditore pugnale che l’impero gli fornisce.
Patetico che un criminale di guerra come Elliot Abrams sia l’inviato speciale USA per il Venezuela; come segno degli oscuri tempi come quelli della guerra sporca contro il Nicaragua.

Sinistro che tanto pathos sia la messa in scena di una probabile aggressione armata contro il popolo di Bolivar.

di Randy Alonso Falcon

da Cubadebate

traduzione di Francesco Monterisi

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Cuba denuncia movimenti irregolari delle forze speciali Usa nei Caraibi in preparazione di un’aggressione al Venezuela

Cubadebate (italiano) - Ven, 15/02/2019 - 03:24

MaduroDiazCuba denuncia i movimenti di forze di operazioni speciali degli Stati Uniti dagli aeroporti di Porto Rico, Repubblica Domenicani e altre isole dei Caraibi, senza l’autorizzazione dei rispettivi governi. Continua la preparazione di un’aggressione militare contro Venezuela con il pretesto umanitario. E’ quello che denuncia il governo di Cuba attraverso le parole del ministro degli esteri de L’Avana, Bruno Rodriguez.

“Si decide oggi in Venezuela la sopravvivenza del diritto internazionale e della Carta delle Nazioni Unite. Si definisce oggi la legittimità di un governo emanata dalla volontà espressa e sovrana del suo popolo o il riconoscimento delle potenze straniere”, ha proseguito il ministro degli esteri cubano.

da L’AntiDiplomatico

 

 

BrunoBruno1

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Gli USA mandano in Venezuela cibo avvelenato come aiuto umanitario

Cubadebate (italiano) - Gio, 14/02/2019 - 03:19

delcy-vicepresidenta-venezuela-01-580x387Il Governo del Venezuela ha messo in allerta la popolazione che il supposto aiuto umanitario degli Stati Uniti è cibo avvelenato ed inquinato, che potrebbe produrre cancro od altre malattie mortali.

“Questo aiuto umanitario è inquinato ed avvelenato, è cancerogeno, così l’hanno dimostrato distinti studi scientifici di cibo scartato negli Stati Uniti che cerca attraverso sostanze chimiche di avvelenare la nostra popolazione”, ha denunciato ieri, Delcy Rodriguez, la vicepresidentessa esecutiva.

La funzionaria venezuelana ha sottolineato che un’investigazione realizzata dal Centro Nazionale per l’Informazione Biotecnologica (NCBI, sigla in inglese) ha rivelato che i cibi che stanno inviando in Colombia, sono alimenti disidratati perché possiedono diossido di zolfo (componente che può causare mal di stomaco, eruzioni nella pelle ed attacchi di asma).

Rodriguez ha evidenziato che davanti ai risultati dello studio scientifico, il governo venezuelano sta controllando la fornitura di alimenti alla popolazione.

Frattanto, la vicepresidentessa ha reiterato che il supposto aiuto umanitario degli USA cerca di procurare un intervento militare in Venezuela.

“Questa è la verità, quello che c’è dietro questo show assurdo è procurare l’intervento militare in Venezuela, ed inoltre con la menzogna che esista una crisi umanitaria”, ha concluso Rodriguez.

da TeleSur

traduzione di Ida Garberi

Foto: @ViceVenezuela/ Twitter

foto in twitter

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La cooperazione militare Russia-Venezuela

Cubadebate (italiano) - Mer, 13/02/2019 - 03:39

vzla-ordo-russoLe operazioni militari orchestrate dagli Stati Uniti in Afghanistan, Iraq o Siria agli albori del secolo hanno lasciato non solo alti costi economici e logistici, ma anche politici, in termini di sconfitta mostrata dalla prima potenza mondiale al resto del mondo e l’avanzata dei Paesi arabi verso le potenze eurasiatica.

Al contrario, rovesciare i governi considerati ostacoli alla sicurezza emisferica ha richiesto minori operazioni tecnico-militari da parte del Comando meridionale e sono in grado di incapsulare nel sito obiettivo. Considerati suo cortile, i Paesi del sud a cui gli Stati Uniti riescono ad avere accesso illimitato (dopo il ritorno alla dottrina Monroe come politica estera) diventano piattaforme per installare basi militari che proteggano l’area d’influenza raggiunta. La Colombia è il miglior esempio, ma non smettono di parlare di sé Perù, Paraguay, Panama e presto l’Ecuador.

Se le recenti minacce militari al Venezuela sono osservate sotto il prisma geopolitico, possono essere interpretate come la ricerca di un fronte molto più sicuro di quello con Iran o Corea democratica, nella corsa per dimostrare la forza che a chiara egemonia nordamericana deve dare al mondo multipolare emergente.

Dall’installazione del governo parallelo illegittimo presieduto da Juan Guaidó, gli annunci di un’escalation del conflitto con la partecipazione militare degli Stati Uniti non cessano nelle dichiarazioni del presidente Donald Trump e dei suoi funzionari più vicini, senza che ciò si concretizzi nei fatti. Ma nello stesso tempo succede che gli Stati Uniti si sono spinti a sviluppare un piano che punta a erodere l’unità delle Forze Armate Nazionali Bolivariane (FANB) al fine di creare le condizioni ideali per entrare comodamente nel territorio venezuelano.

La campagna, gestita tra perdite di prestigio, ricatto sotto forma di amnistia, inviti pubblici all’insurrezione e penetrazione nelle fazioni per effettuare operazioni di destabilizzazione, cerca un punto di rottura tra le principali componenti militari. È ciò che viene osservato se si riassumono le operazioni segrete per spingere l’ordine del giorno del colpo di Stato, sventato nel 2018, così come i concomitanti inviti pubblici alle FANB ad ignorare il legittimo governo del Presidente Nicolás Maduro, del dipartimento di Stato degli Stati Uniti.

Perché il Paese con la più alta spesa militari del mondo adotta tali previsioni prima di affrontare lo scontro diretto contro una nazione che presumibilmente ha capacità limitate di difendersi?

Importante equipaggiamento militare russo per la prontezza operativa venezuelana

Dall’arrivo di Hugo Chávez al potere, il Venezuela ha stanziato parte della spesa pubblica nell’investimento riuscito nella difesa in alternativa all’industria militare statunitense, dopo che Washington negò nel 2006 l’acquisizione di aerei da combattimento F-16. Da lì furono stabiliti rapporti bilaterali con la Russia per dotarsi di fucili, carri armati, veicoli, aerei da combattimento, navi da guerra, elicotteri da trasporto e sistemi missilistici antiaerei, all”avanguardia tecno-militare sulla tecnologia statunitense. Da questi è stato formato un sistema di difesa aerea a lunga, media e corta gittata, come spiega Rubén Castillo in un articolo per Misión Verdad .

Comprende armi antiaeree ZU-23, missili portatili Iglas-S, sistemi antiaerei Pechora 2M e sistemi missilistici mobili Buk-M2E. Per chiudere questa blocco della difesa, c’è il sistema antiaereo mobile S-300VM. L’arma più sofisticata per abbattere missili ed aerei nella regione dell’America Latina, acquistato dal governo nazionale nel 2013. Basti ricordare che la Colombia, Paese militarmente equipaggiato su consiglio degli Stati Uniti, non ha una difesa antiaerea simile. In relazione alla capacità di attacco, la Russia ha fornito i famosi aerei Sukhoi Su-30S di quarta generazione all’Aeronautica nazionale. Questo aereo da combattimento è considerato il più avanzato nel suo genere, compresi i caccia nordamericani.

La svolta geopolitica che il Venezuela ha portato ne approfondiva la cooperazione militare con la Russia in altri ambiti della produzione di armi, mirando al trasferimento di tecnologie e formazione tecnica del personale venezuelano. Nel 2006 fu firmato un accordo per costruire un centro di manutenzione e riparazione di elicotteri, completato nel 2013.

Inoltre, il Ministro della Difesa Vladimir Padrino López annunciava che la fabbrica di Kalashnikov, con un accordo avviato lo stesso anno e ripreso nel 2016, sarà inaugurata quest’anno. Nei suoi impianti, oltre alle munizioni, verranno prodotti i modelli 103 e 104 dei fucili d’assalto AK. Di recente, il Presidente Nicolás Maduro aveva detto in un’intervista a Sputnik, che l’equipaggiamento più moderno del mondo arriva in Venezuela , in riferimento alla cooperazione militare permanente col governo di Vladimir Putin. L’elenco di equipaggiamenti, molto più avanzati di quelli delle nazioni del Medio Oriente che affrontano gli Stati Uniti, è solo l’aspetto tecnico delle FANB. Per completare i dati, è necessario riconoscere l’integrazione di 1,6 milioni di civili nella Milizia Mazionale Bolivariana, ad esempio, come componente vitale per la difesa integrale del territorio. Allo stesso modo, l’inserimento dell’armamento russo nella dottrina militare bolivariana per affrontare ogni possibile scenario d’intervento militare è fondamentale al momento di uno scenario teso, nella ricerca della difesa territoriale e della popolazione del Paese.

Chiavi geopolitiche degli accordi militari bilaterali

Le alleanze forgiate da entrambe le nazioni non sono limitate agli accordi commerciali per l’acquisto e vendita di attrezzature per la difesa. I Paesi svolgono attività sui principi del non intervento straniero. Le dinamiche russo-venezuelane costruite sono ben lontane dalla formazione di colonie militari che gli Stati Uniti coordinano nei Paesi subordinati. Il 2018, carico di molteplici operazioni contro lo Stato venezuelano, col tentato omicidio al culmine, ebbe anche un maggiore riavvicinamento con la Federazione Russa al fine di dissuadere Washington dall’approfondire l’assedio del paese.

All’inizio dello scorso dicembre, furono condotte manovre congiunte coi “Cigni bianchi”, i bombardieri supersonici dell’era sovietica, con lo scopo di scambiare esperienze tra le due Aeronautiche. Insieme a questi Tupolev Tu-160, arrivò la delegazione russa, composta da un centinaio di militari. Il Cremlino, l’agente decisivo per sedare la guerra in Siria, contrasta le aggressioni dell’Ucraina nel Mare di Azov per provocare un conflitto navale, mossa sostenuta da Stati Uniti e loro alleati della NATO. La propaganda anti-russa concepì tali azioni congiunte come “spreco di fondi pubblici”, nelle parole del segretario di Stato Mike Pompeo. La verità è che la manovra inviava un messaggio forte che condanna qualsiasi tentativo di cambiare la situazione politica in Venezuela. L’attività fu preceduta dall’incontro del Ministro Vladimir Padrino con l’omologo russo Sergej Shojgi, nel quadro di un viaggio ufficiale del Presidente Nicolás Maduro in Russia. Furono firmati accordi su questioni energetiche, commerciali, di telecomunicazione ed armamento.

Il grado di impegno manifestato ora che apertamente si minaccia l’intervento militare contro il Venezuela, la Russia partecipa come attore diplomatico accusando gli Stati Uniti d’interferenza negli affari interni del Paese alla riunione del Consiglio di sicurezza dell’ONU a fine gennaio. Le successive denunce del Ministero degli Esteri russo, sulla “determinazione che Washington mostra nel dividere l’esercito venezuelano e rovesciare il governo costituzionale del Venezuela”, ratificano la coesione delle relazioni diplomatiche in un momento in cui le azioni statunitensi sono eccessive e violente. Lo Stato venezuelano, comprendendo che la guerra non si riduce allo scontro armato, sviluppava una conseguente strategia multipolare nella politica estera, comprendendo i densi fattori del blocco euroasiatico che oggi mostrano risultati di fronte l’intensificarsi delle aggressioni straniere.

da Mission Verdad

Traduzione di Alessandro Lattanzio

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Incontro con i golpisti venezuelani: Moavero peggio di Salvini. Alla Farnesina addirittura il fuggiasco Ledezma

Cubadebate (italiano) - Mar, 12/02/2019 - 04:28

Enzo-MoaveroNon solo ha miseramente perso l’occasione di sfruttare la buona posizione assunta fino adesso dall’Italia dopo il colpo di stato in Venezuela del 23 gennaio ordinato dagli Stati Uniti. Non solo, invece, di fare da ponte con l’ottima iniziativa di Messico e Uruguay attraverso il Meccanismo di Montevideo, ha fatto piegare l’Italia al colonialista diktat del gruppo di “contatto” che prevede di riscrivere la Costituzione del paese. Non solo tutto questo. Il ministro degli esteri italiano, Enzo Moavero, è arrivato oggi nell’incredibile impresa di fare peggio di Salvini.

Si perché sull’autoproclamato sovranista nostrano pronto sempre a servire gli stessi interessi del Pd si sapeva. Ma che dopo la porta in faccia ricevuta dal Vaticano, la delegazione dei golpisti venezuelani si veda aprire quella della Farnesina è una macchia indelebile di Moavero. Oltre a Francisco Sucre, presidente della Commissione Affari Esteri del Parlamento in ribellione contro gli altri 4 poteri dello stato, che ha chiesto oggi apertamente l’intervento “umanitario” contro il suo paese, era incredibilmente presente al Ministero degli esteri italiano il golpista fuggiasco Antonio Ledezma.

Per chi non fosse a conoscenza della famigerata storia di Ledezma sintetizziamo noi in questi passaggi:

“Nel 1992, da Governatore del Distretto Federale di Caracas, nominato dall’allora presidente Carlos Andres Perez, Ledezma caratterizzò la sua gestione per la repressione brutale delle proteste sociali, in particolare contro studenti e giornalisti.

In seguito è stato accusato per le irregolarità compiute in qualità di sindaco del Municipio Libertador (1996-2000). Anche queste gestione si caratterizzò per una forte repressione condotta contro i venditori ambulanti, e i pensionati che reclamavano un’adeguata pensione di vecchiaia.

Nel 2000 viene sconfitto nella contesa elettorale da Freddy Bernal (candidato della Rivoluzione) per la riconferma alla carica di sindaco. Non riconosce i risultati.

Arriviamo quindi al 2002 quando Ledezma sostiene il colpo di Stato ordito contro il presidente Chavez  e partecipa attivamente alla serrata del settore petrolifero diretta ad affamare il popolo per giungere al rovesciamento del Comandante Chavez.

Ancora golpismo nel 2004, quando lo troviamo a coordinare il cosiddetto ‘Plan Guarimba’. Viene accusato di aver incitato i militanti del suo partito Alianza al Bravo Pueblo ad appiccare le fiamme alla sede del partito Movimento V Republica a Caracas.

Di nuovo sindaco, questa volta dell’area metropolitana di Caracas, appena eletto licenzia 2.252 lavoratori e congela il salario dei pensionati.

Fino a giungere al 2014 quando partecipa attivamente al piano golpista ‘La Salida’, dove persero la vita 43 venezuelani innocenti e si produssero oltre 100 feriti. Viene segnalato tra i promotori del progettato assassinio di Leopoldo Lopez al fine di provocare una forte reazione per rovesciare il governo”.

Costui è Ledezma. Il “vampiro” Ledezma è stato un repressore durante i governi della IV Repubblica, un golpista durante i governi Chavez e Maduro e oggi grazie al ministro “Monti” Moavero è di casa alla Farnesina. Una vergogna incredibile, una macchia indelebile.

da L’AntiDiplomatico

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Giuristi cubani: la nuova Costituzione presume una sfida per i giudici

Cubadebate (italiano) - Ven, 08/02/2019 - 03:25

0805-constitucion-proyecto-580x330La nuova Costituzione della Repubblica di Cuba supera abbondantemente quella vigente, del 1976, e presume contemporaneamente una sfida per i nostri giudici, ha affermato Leonardo Perez Gallardo, presidente della Società Cubana di Diritto Civile e di Famiglia dell’Unione Nazionale dei Giuristi di Cuba (UNJC).  

Nel forum “Costituzione, democrazia e diritti umani”, convocato dall’UNJC, la società civile cubana e l’Associazione Cubana delle Nazioni Unite si è dibattuto sulle novità che porta la Magna Carta che si voterà in referendum il 24 febbraio prossimo.

Perez Gallardo ha fatto riferimento fondamentalmente al capitolo dedicato ai diritti, doveri e garanzie, sul quale ha specificato che si riconosce il libero sviluppo della personalità, fatto su cui si basa l’autonomia della libertà di tutti i cittadini.

Inoltre, ha delimitato che il nuovo testo costituzionale caratterizza la dignità come il valore che sostenta gli altri diritti, questione molto avanguardista e positiva, come lo è riconoscere pienamente i diritti delle persone con un’invalidità e proteggerle davanti alla legge.

La Magna Carta –ha detto – ha elevato a categoria costituzionale l’affetto e così si regola il perno che permette la protezione per tutti i modelli di famiglia.

Lien Soto, insegnante della Facoltà di Diritto dell’Università de L’Avana, ha affermato che il testo costituzionale considera il principio della complementarietà, cioè, che il settore statale si completa con individui non statali, visualizzando le differenti forme di proprietà, fatto che concede più forza all’economia nazionale.

Inoltre, esiste per la prima volta un riconoscimento alle autonomie delle aziende statali e della loro responsabilità come ente sociale, qualcosa che l’insegnante di Diritto definisce innovativo e che situa la costituzione cubana all’avanguardia.

La Dottoressa in Scienze Giuridiche Martha Zaldivar Abat, insegnante di Diritto Costituzionale dell’Università di Oriente, ha messo in allerta sul fatto che nella misura in cui si conosca la nuova Costituzione sarà possibile difenderla meglio.

Tutto questo è molto di più di una norma giuridica, poiché rinchiude l’ideologia di Martì e quella del Comandante in Capo Fidel Castro Ruz, e costituisce in sé la norma suprema e generale del popolo, ha concluso.

di Alianet Beltran Alvarez – testo e foto di ACN

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Le ultime due incredibili fake news del mainstream sul Venezuela

Cubadebate (italiano) - Gio, 07/02/2019 - 02:34

facknewsL’informazione mainstream e le fake news sul Venezuela. Un binomio che purtroppo si conferma indissolubile come più volte siamo stati costretti a denunciare.

A reti unificate ci hanno raccontato che in Venezuela è in corso una brutale repressione del dissenso (Venezuela, Guaido’: 70 giovani uccisi in una settimana). I corpi speciali avrebbero avuto mano libera dal tiranno Maduro per sopprimere ogni voce dissenziente. Le cifre sono le più disparate. Decine di morti e feriti. Addirittura bambini tratti in arresto senza alcuna motivazione.

Nulla di più falso. La situazione è tranquilla, nonostante sia in atto un golpe ordito da Washington per rovesciare il legittimo governo guidato da Nicolas Maduro.

L’ONU, attraverso l’Alto Commissario per i Diritti Umani, l’ex presidente del Cile Michelle Bachelet, ha informato che tutte le manifestazioni – sia a favore del governo che dell’opposizione – si sono svolte in maniera pacifica.

L’ufficio per i Diritti Umani ha dichiarato di non aver ricevuto informazioni su arresti, feriti o morti nelle manifestazioni di questo fine settimana in Venezuela, secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa delle Nazioni Unite.

Seconda fake news: gli aiuti umanitari dalla Colombia. Sia la Croce Rossa che le Nazioni Unite hanno chiarito che l’invio di eventuali aiuti umanitari al Venezuela, che soffre le conseguenze di una spietata guerra economica, avverrà solo in collaborazione con il governo Maduro.

L’unico vero governo nel paese sudamericano.

Grottesca risulta una breve notizia apparsa sul sito di Rainews che riproduciamo:
container

In queste vedute aeree del ponte Tienditas, al confine tra Cucuta in Colombia e Tachira in Venezuela, si vede come le forze militari venezuelane hanno bloccato il transito collocando tre grossi container di traverso sulle corsie dell’autostrada e una serie di barriere e reti metalliche. Obiettivo dell’esercito fedele a Maduro è impedire il passaggio degli aiuti umanitari votati dall’Assemblea nazionale».

Un passaggio è particolarmente significativo per comprendere il livello di manipolazione di un’informazione ormai ridotta a mera propaganda di guerra: «Obiettivo dell’esercito fedele a Maduro…».

Un passaggio che lascia intendere una spaccatura nell’esercito, con una parte che avrebbe deciso di schierarsi dalla parte del golpista Guaidò. Nulla di più falso. Le forze armate venezuelane hanno ribadito in maniera compatta di essere fedeli alla Costituzione Bolivariana e al legittimo governo guidato da Maduro. C’è stata qualche defezione, ma si tratta di singoli militari senza alcun seguito reale.

Chi afferma il contrario mente sapendo di mentire.

da L’AntiDiplomatico

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Le ragioni del mio voto

Cubadebate (italiano) - Mer, 06/02/2019 - 01:35

pionierosNon sono avvocato. La mia lettura della Costituzione è quella di una cittadina cosciente della sua responsabilità sociale e impegnata con il destino del paese.

Mi riferisco prima di tutto al richiamo di Fidel di cambiare tutto quello che dev’essere cambiato, considerando i fattori che caratterizzano il momento che stiamo vivendo.

Nell’analisi del contesto che definisce la contemporaneità, intervengono il panorama  internazionale e gli elementi che configurano la nostra società.

Il crollo del socialismo  europeo ha coinciso con una tappa di sviluppo capitalista dominato dal potere delle finanze.

L’economia speculativa prevale su quella reale. Gigantesche fortune si rifugiano nei paradisi fiscali. Le fondamenta  della democrazia borghese crollano mediante la manipolazione delle masse attraverso i media di comunicazione e le reti sociali che propagano la menzogna e operano al margine di un sistema giuridico che protegga il cittadino.

Propagata a grande scala, la menzogna del presunto possesso di armi di distruzione di massa da parte dell’Iraq servì come pretesto per invadere questo paese.

Da allora lo spargimento di sangue non è finito.

Il terrorismo ha raggiunto dimensioni senza precedenti, sono stati violati diritti umani e norme giuridiche internazionali. L’intervento nei temi interni di altri Stati s’impone come pratica. Il Medio Oriente sembrava molto lontano. Ora la minaccia pende sulla nostra America Latina.

Di fronte all’accelerata e schiacciante offensiva del capitalismo nella sua fase più aggressiva, che viola il Diritto Internazionale e il diritto della sovranità dei popoli, con la congiunzione del dominio economico e lo spiegamento militare, il discredito della politica e la sofisticata manipolazione delle coscienze, il socialismo propone un’alternativa per i paesi del Terzo Mondo ed anche, su un’altra scala, per la preservazione del pianeta.

Moderando nella sua pratica e forma teorica la specificità storica di ogni nazione e l’analisi concreta del suo grado di sviluppo, le sue tradizioni e culture, distanziata dal trapianto di altri modelli, c’è  la base per ottenere un’autentica sovranità nazionale sostenuta da una crescente giustizia sociale che difende il rispetto dovuto alla dignità umana.

Vista in maniera integrale, la Costituzione articola la proiezione verso il futuro e le esigenze del presente e stabilisce le basi concettuali del corpo giuridico che si deve aggiustare ai cambi operati nella società cubana in quanto alle forme della proprietà e le garanzie per l’investimento straniero.

In contrapposizione  al libero gioco del mercato, afferma le prerogative dello Stato rappresentante della sovranità popolare, fondamenta le norme che devono presiedere il funzionamento dei tribunali e della fiscalità come garanzia del bene del popolo e dei diritti delle persone.

Preserva l’accesso universale e gratuito alla salute pubblica e all’educazione. Al di sopra di tutto concede priorità assoluta, seguendo la tradizione martiana, al rispetto della dignità umana.

Come conseguenza di tutto questo dedica una parte sostanziale dei suoi articoli alla formulazione dei diritti e dei doveri dei cittadini sulla base del rispetto dovuto alla persona umana.

Condanna tutte le forme di discriminazione per motivi di razza, provenienza etnica, origine sociale, genere, handicap e orientamento sessuale. Attualizza il concetto di famiglia e riconosce la sua diversità di forma e costituzione.

Legittima così una realtà esistente adesso, con radici antiche, occultate sotto il mantello dell’ipocrisia, fonte di pregiudizi laceranti eredi della zona più oscura della nostra tradizione culturale.

Ratifica i diritti dell’infanzia e dell’adolescenza così come i doveri corrispondenti alla maternità e la paternità, quelli dei figli rispetto  ai genitori e ai nonni.

In questo ambito condanna l’esercizio di tutte le forme di violenza, e attende le conseguenze fisiche, psicologiche e sociali che possono derivare da questa condotta.

Come Carta Magna, la Costituzione stabilisce i principi fondamentali che dovranno presiedere la società che stiamo costruendo.

È il punto di partenza concettuale di una legislazione complementare che dovrà cominciare ad elaborare immediatamente e che probabilmente eseguirà anche la revisione del nostro Codice civile e penale.

Delinea le norme di un dover essere come una guida di azioni per correggere problemi latenti nella nostra realtà attuale macchiata dal burocratismo, dalle differenze tra prezzi e salari, le mazzette, la corruzione, la complicità, la negligenza e la compiacenza davanti al mal fatto.

Concepito con la partecipazione di tutti e per il bene di tutti, i dibattito sulla Costituzione è stato un vero esercizio democratico, ha apportato proposte che hanno migliorato la versione originale.

Non meno importante è risultato il contributo allo sviluppo di una coscienza cittadina responsabile e impegnata con il destino del paese, un passo decisivo per assumere l’indispensabile rispetto  della legge a beneficio della nazione e di coloro che condividono lo spazio dell’Isola.

di Graciela Pogolotti, da Juventud Rebelde

traduzione di Francesco Monterisi

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“Lasciate in pace il popolo venezuelano”, Rogers Waters chiama alla mobilitazione contro il golpe in Venezuela

Cubadebate (italiano) - Mar, 05/02/2019 - 00:56

Roger-WatersContro il golpe in Venezuela scende in campo una vera e propria icona della musica mondiale. Il musicista ed ex membro del gruppo britannico Pink Floyd, Roger Waters, ha fatto appello alla mobitazione per protestare contro le aggressioni degli Stati Uniti (USA) nei confronti del governo e del popolo della Repubblica Bolivariana del Venezuela.

Attraverso il suo account Twitter, Waters ha lanciato una mobilitazione di fronte alla missione diplomatica degli Stati Uniti presso le Nazioni Unite (ONU) per questo lunedì 4 febbraio.

Waters ha condannato le minacce degli Stati Uniti e ricordato che in Venezuela vige un sistema democratico: “Hanno una vera democrazia, fermano il tentativo di distruggere un paese solo affinché l’1% (i ricchi) possa appropriarsi del loro petrolio”, indica il tweet del musicista inglese.

«Lasciate in pace il popolo venezuelano», è il messaggio del musicista britannico.

L’ex leader dei Pink Floyd ha anche promosso degli hashtag #USHANDSOFF #VENEZUELA! (US Hands off Venezuela), #STOPTRUMPSCOUPINVENEZUELA (Stop al colpo di Stato di Trump contro il Venezuela).

Attraverso i suoi canali social, l’artista ha mostrato solidarietà verso le ingiustizie e le violazioni dei diritti umani in tutto il mondo.

In questo modo, Waters è riconosciuto non solo per le sue canzoni, ma anche per essere un attivista politico. Ha inoltre mostrato solidarietà con la causa palestinese e ha promosso campagne per evitare che band e artisti non si recassero a suonare in Israele.

 

da L’AntiDiplomatico

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La gente chiedeva soprattutto affetto umano, solidarietà, vicinanza umana

Cubadebate (italiano) - Ven, 01/02/2019 - 03:38
 Yosvani Montano Garrido/ Facebook.

Foto: Yosvani Montano Garrido/ Facebook.

Lettera aperta alle mie compagne ed ai miei compagni di Psicologia

“Compagne e compagni psicologi e psicologhe,

Oggi, dopo aver registrato il programma televisivo “Vale la pena”, la stessa notte di mercoledì, con un messaggio umano, di solidarietà con quelli che sono oggi i più necessitati, in compagnia di altri colleghi, siamo stati nelle zone del disastro.

Nessuno lo ha chiesto, neanche abbiamo chiesto autorizzazione, perché la solidarietà umana e professionale, non può essere burocratizzata.

Semplicemente, come persone, come cittadini di questo paese, e chiaro, come psicologi che siamo, siamo andati a dare appoggio e accompagnamento alle persone che stanno soffrendo gli effetti del passaggio del tornado.

Siamo stati in 10 de Octubre, in Luyanò, zona tremendamente colpita, ed a Regla.

Un dovere umano, cittadino, e professionale ci ha spinto fino a lì.

Nulla di quello che abbiano visto nelle foto, né le forti immagini della televisione, è paragonabile con quello che abbiamo visto lì.

Una catastrofe!

Ma la nostra sensibilità professionale ci ha fatto capire e sentire il dramma umano che lì si vive.

Le persone ancora in shock, soffrendo, ci narravano che la morte era andata a cercarli, che le famiglie si abbracciavano “per scomparire insieme”, che i bambini piangevano e gridavano sconsolati e gli adulti non potevano fare niente, non sapevano che cosa fare.

Le narrazioni ci hanno fatto male, ci hanno spaventato. Le immagini associate a quello che hanno vissuto queste persone sono cariche di emozioni forti.

Ma siamo andati perché eravamo convinti che l’essenza della nostra professione è il benessere umano, non solo quello che investighiamo e teorizziamo, bensì soprattutto quello che le persone hanno o no, coltivano o soffrono per la sua assenza, quello che perdono irrimediabilmente in situazioni come quelle che hanno vissuto gli abitanti di queste zone, l’incertezza del futuro…. Troppe cose!

E possiamo, professionalmente, fare molto. L’abbiamo fatto, lo facciamo, molte volte, lo facciamo sempre. Dominiamo tecniche, procedimenti, sistemi di attuazione psicosociale, infine, siamo scientifici e lottatori professionali per il benessere e la felicità degli esseri umani. È stato emozionante vedere una nostra studentessa, per fare solo un esempio, tirare fuori dalla sua borsetta alcuni burattini, e lì, coi bambini, improvvisare un momento di allegria, di felicità, e contemporaneamente di gestione delle tensioni.

Così devono essere i nostri studenti, così dobbiamo educarli… Questo è il vero lavoro educativo.

Ma quando eravamo lì, soprattutto quello che ci chiedevano era affetto, ci chiedevano un abbraccio, ci ringraziavano per il solo fatto di stare lì, vicino a loro, ascoltandoli, condividendo alcuni momenti.

Soprattutto la gente chiedeva affetto umano, solidarietà umana, vicinanza umana.

Abbiamo camminato molto, zigzagando tra i rottami, siamo saliti e scesi da colline a Regla.

Non so come le mie ginocchia abbiano potuto sopportarlo… o magari loro non l’hanno sopportato, sono io che le ho ordinato di sopportare sotto il peso della mia convinzione professionale, personale, umana che dovevamo stare lì.

Dobbiamo stare lì… non sono necessarie citazioni ufficiali, è necessario aprire il cuore e fare valere il senso stesso della nostra professione.

La sola presenza è risanatrice, il condividere, lo stare lì, è un atto di riedificazione del benessere, quello di cui tanto si parla.

Ritorneremo, e quello che più vorrei è trovarmi con molti psicologi e psicologhe estendendo la loro mano, aprendo il loro cuore.

So che possiamo, che vogliamo e che lo faremo.

Un abbraccio grande,

Calviño”.

di Manuel Calviño, da Cubadebate

traduzione di Ida Garberi

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Venezuela, alcune domande scabrose. Intervista a Gianni Minà

Cubadebate (italiano) - Gio, 31/01/2019 - 03:26

Gianni-Mina- Il Venezuela si trova nuovamente sotto attacco. A Washington hanno costruito il grottesco golpe con lo sconosciuto Guaidò che si è auto-nominato presidente ad interim. Riuscirà Maduro a resistere a questo nuovo attacco golpista ordito da chi non riesce a giungere al potere per via democratica?
 
La domanda che lei mi pone è la prova dell’incongruenza della politica degli Stati Uniti praticamente da sempre, perché non saprei definire in altro modo le numerose guerre dichiarate da Washington, nell’ultimo mezzo secolo, in nome della democrazia e della libertà. Se ci mettiamo poi, per esempio, conflitti come quello del Vietnam e ultimamente quelli in Medio Oriente, viene da domandarsi perché tutto questo si ripeta visto che alla fine gli yankee si devono quasi sempre ritirare e rinunciare alle loro mire iniziali. Per questo penso che la situazione sia drammatica e non ci prometta putroppo una soluzione a breve e questo perché nessuno vuol dispiacere al paese della libertà, quello di Trump ovviamente.

- Spirano venti di guerra, corriamo il rischio che Caracas diventi una nuova Damasco?

Credo proprio di sì, anche se tutto con l’auto-nomina del candidato “americano” è diventato ridicolo specialmente se a una tale “trovata” nessuno, neanche la comunità europea, ha avuto il coraggio di essere dissenziente e chiara. Così è palese l’incapacità di esporsi del mondo attuale pronto solo a far coro e a soddisfare le decisioni prese a Washington e messe in atto da governi inbelli.

- Gli Stati Uniti hanno annunciato, per bocca di Bolton, nuove sanzioni contro la compagnia petrolifera statale PDVSA. Inoltre sono stati congelati ben 7 miliardi di dollari della società di Caracas. Il vero obiettivo è quello di impadronirsi del petrolio venezuelano?

Credo che questo obiettivo sia palese e tristemente ti accorgi che la causa di questo pericolo è, come tante altre volte, l’interesse delle “sette sorelle” del petrolio e l’esigenza di accaparrarsi la PDVSA, la compagnia del petrolio di Stato venezuelano, la quinta fornitrice del petriolio Usa.
Si può condannare alla fame un paese strategico che fa comodo all’economia di un altro paese? Pare di sì, in barba a tutte le dichiarazioni di moralità e di etica della politica.

- In Venezuela è in corso un golpe. Papa Francesco ha scelto in maniera coraggiosa di rilanciare il dialogo e la ricerca della pace. Farebbe bene il governo italiano a unirsi al Papa su questa posizione, rigettando l’ambiguità di Francia, Spagna e Germania?

Farebbe bene, ma purtroppo attualmente l’Italia continua a non avere una autonomia politica eppure il Papa ha dato il buon esempio proponendo una leale trattativa di pace fra le parti, non le assurde minacce di Trump o di Mike Pompeo, segretario di Stato americano, che non hanno mai risolto una diatriba come questa.

-L’informazione sul Venezuela è spesso inquinata da fake news propalate senza soluzione di continuità dal circuito informativo mainstream. Perché tanto accanimento contro il Venezuela? La Rivoluzione Bolivariana rappresenta un esempio da cui potrebbero trarre ispirazione i popoli europei schiacciati sotto il tallone di ferro del neoliberismo?

Le rispondo con una punta di malinconia per la fine che ha fatto il nostro mestiere. Non ho letto o ascoltato infatti articoli seri, ma soltanto l’esaltazinoe della giustezza della politica nordamericana o la propaganda ritmata per cui (ormai da sei anni) dalla morte di Chavez, esiste un piano di mortificazione dei diritti dei venezuelani.
Gli errori del governo di Maduro hanno fatto il resto, ma è vile assistere a un assedio del Paese che dura da tempo, si esprime con atti golpisti ogni due, tre mesi, sparisce dall’informazione per un paio di volte al mese, dopo di che aspetta i dollari che devono arrivare dagli Stati Uniti per continuare una strategia infame e finisce, da giugno, per ignorare che le elezioni le ha vinte il governo chavista. Piaccia o non piaccia agli organizzatori di questi golpe.

Fabrizio Verde, L’AntiDiplomatico

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Venezuela: la cecità della sinistra

Cubadebate (italiano) - Mer, 30/01/2019 - 02:44

Venezuela-Hugo-ChavezIl processo di trasformazione cominciato con Hugo Chávez attraversa – senza dubbio – il suo periodo più difficile. La morte del líder e stratega, la ricomposizione della destra internazionale, gli errori e le contraddizioni del Governo di Nicolás Maduro e l’intensificazione della guerra contro il paese da parte degli Stati Uniti d’America e dei suoi alleati hanno messo il popolo venezuelano in una situazione di scacco matto.

Che significa tutto questo? Si sta mettendo sotto prova, in modo radicale, la coscienza e la capacità di resistenza di un popolo che ha provato a costruire un’alternativa al capitalismo; con la complicità della maggioranza degli attori della sinistra mondiale, che non hanno saputo leggere e comprendere la complessità della Rivoluzione Bolivariana.

La situazione attuale in Venezuela risponde ad un’interrelazione di fattori interni ed esterni, che all’apparenza sembrano trovarsi in una situazione negativa per il proseguimento del progetto bolivariano. Malgrado tutto, è necessario comprendere che le analisi sempliciste avanzate dalla sinistra rispetto al paese, non solo sono pericolose, se non dannose.

La posizione facilista che considera fallimentare il progetto Venezuela, un governo autoritario e al solito slogan “Maduro non è Chávez” ovvia per completo il nucleo della Rivoluzione Bolivariana, non riconoscendo l’essenzia dei profondi cambiamenti che si sono vissuti negli ultimi 20 anni e più. Questa posizione contribuisce a invisibilizzare gli sforzi e gli esempi di costruzione di un potere popolare che esistono in Venezuela, e che sono l’evidenza della viabilità della Rivoluzione Venezuelana.

Sono il potere popolare e lo Stato comunale gli strumenti e l’obiettivo, rispettivamente, che ancora si vuole costruire, e quest’audacia ha costato i più feroci attacchi e l’espressione delle peggiori contraddizioni all’interno della stessa Rivoluzione, cui funzionari sembrano non aver superato il burocratismo e i vizi dello Stato borghese. La destra non può permettere che prosperi un’idea che attacchi le basi del sistema attuale e la sinistra, senza essere autocompiacente o cieca, dovrebbe difenderla invece di fare il gioco dei poteri di sempre.

Non è facile quanto accade.
Super – inflazione, peggioramento evidente della qualità di vita, un’economia asfissiata e la maggioranza dei paesi sta chiamando l’intervento straniero, in un “esempio “d’unità” che non si era visto in progetti di solidarietà reale ed emancipazione. Dobbiamo comprendere qualcosa che succede a Venezuela. Una cosa è essere critici e altra cosa è allinearsi ai poteri che vogliono esclusivamente accaparrarsi delle risorse naturali del paese. Essere complici di un possibile intervento è semplicemente imperdonabile per qualsiasi persona che si consideri una persona decente.

La sensazione che abbia il popolo chavista, che ha vissuto in euforia permanente durante i mandati di Chávez (il risveglio, le assunzioni di diritti politici, la costruzione di una coscienza storica e personale e il proprio ruolo come soggetto di trasformazione), oggi è differente: non è uforia, nemmeno esultante allegria, bensì preoccupazione e coscienza serena. Bisogna resistere. L’eredità di Chávez – tra le altre cose – è un popolo politicizzato e chiaro, che è capace di vedere gli errori del Governo che ha eletto e comprendere che l’opzione della destra e dell’imperialismo non è un’opzione corretta.

Il destino del paese non può e non dev’essere dettato da altri. Se il Governo di Maduro non rettifica suoi errori, il popolo incontrerà il modo per interpellarlo. Questa è la nostra speranza e prerogativa. Potere popolare o nulla! Questa è la sfida. Che la sinistra mondiale non si dimentichi, e che usi il cervello come coloro che stanno orgogliosamente aiutando il Venezuela.

Come dice la famosa frase attribuita al Generale Josè Felix Ribas, prima della Battaglia de la Victoria (Aragua, 1814) “Non possiamo optare tra vincere o morire, è necessario vincere”

Traduzione di Davide Matrone

Articolo tratto da “Revista Crisis” sez. Ecuador

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Il tornado è passato attraverso il quartiere di Regla come una palla di fuoco

Cubadebate (italiano) - Mar, 29/01/2019 - 01:30

tornado-regla-6-580x435Oggi, Victoria de la Caridad Infante non ha più nulla. Le rimane un televisore che suo figlio ha salvato tra i rottami e sapere di avere avuto la fortuna di vivere per “poter raccontare quel momento”. Non ha potuto dormire in tutta la notte ed è uscita questa mattina dalla sua casa sommersa “nel peggiore degli incubi”. Regla è irriconoscibile.  

“Qui la situazione meteorologica è cominciata mentre terminavano le previsioni del tempo, al telegiornale. Sono uscita nel portico ed ho sentito un rumore tremendo che si avvicinava ed ho cominciato a vedere dei scintillii. Sono entrata subito in casa; mio marito credeva che fossero dei lampi, ma io gli ho detto di no. Quello di cui sono sicura è che era una palla rossa, per un momento ho pensato che era la fiammata della raffineria, ma mi sono accorta subito che si muoveva”, ha descritto.

Aprirsi il passo oggi in questo municipio è quasi impossibile. La gente cammina, fa delle foto, raccoglie alcune cose dalle strade, hanno gli sguardi persi. Una signora ha perso un’amica e prega perché gli altri vicini escano vivi dall’ospedale.

“Qui vivono varie persone con sua figlia, ma sono tutti all’ospedale. Il soffitto della casa è crollato e fino alle tre della mattina non hanno potuto tirarli fuori tutti. Sappiamo che ci sono degli altri feriti nella zona”, ha detto Maritza Rodriguez, dottoressa dell’ambulatorio più vicino.

Le automobili completamente distrutte non lasciano dubbio alcuno sull’intensità dei venti. Gli edifici non hanno potuto sostenere i loro tetti, quelli che vivono all’ultimo piano guardano con spavento tutto intorno.

“Sembrava come una squadriglia di aeroplani che arrivavano volando basso. Io credo che la forza del vento qui è stata più di 200 km/h. Nessuno era addestrato per tutto ciò; non è come un ciclone che uno si prepara e crea condizioni favorevoli”, racconta Ventura Gutierrez.

In un’altra strada, una nonna sgrida i suoi nipoti. “Non è un giorno per giocare”, dice per evitare che si inciampino coi cavi elettrici, ora nel suolo.

“Tutto si è svolto in questione di secondi, se durava di più credo che adesso eravamo tutti morti. Mi ha strappato la porta della casa e mi ha tirato contro la parete del fondo. Un tondino di ferro del tetto ha attraversato il sofà. È caduto il tetto. I vicini dall’altro lato della strada sono rimasti senza casa”, ha raccontato Francisco Sotolongo.

Testo e foto di Oscar Figueredo

da Cubadebate

traduzione di Ida Garberi

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Venezuela, l’ex esperto ONU de Zayas afferma che il golpe promosso dagli USA viola il diritto internazionale

Cubadebate (italiano) - Sab, 26/01/2019 - 02:29

ZayasAlfred de Zayas, ex esperto delle Nazioni Unite che ha visitato il Venezuela nel 2017 come rappresentante ONU, ha detto che gli Stati Uniti stanno conducendo un colpo di Stato illegale nel paese che è contrario alle leggi internazionali.

“E’ un tentativo di colpo di Stato. Ora, tutti crediamo nella democrazia… Non c’è niente di più antidemocratico di un colpo di Stato, e anche il boicottaggio delle elezioni”, ha commentato Zayas.

“I media mainstream sono stati complici di questo tentativo di colpo di Stato. (…) Questo ci ricorda l’invasione dell’Iraq del 2003″, ha detto l’esperto ONU a Democracy Now.

Con un atto incostituzionale, Juan Guaido, il presidente dell’Assemblea Nazionale, un organismo che non ha autorità legale dal momento che è considerato in oltraggio giudiziario, ha giurato come presidente.

Dopo questo evento, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha riconosciuto l’auto-proclamato presidente illegale. Lo stesso è stato fatto dal Segretario Generale dell’Organizzazione degli Stati americani (OSA), Luis Almagro, che ha istigato attacchi contro il Venezuela e il suo governo.

Seguendo gli Stati Uniti, diversi paesi latinoamericani come il Brasile, la Colombia e l’Ecuador hanno riconosciuto l’usurpatore come presidente.

Maduro, in risposta agli Stati Uniti, ha rotto tutte le relazioni diplomatiche e politiche con il governo di Donald Trump e ha dato ai funzionari degli Stati Uniti 72 ore per lasciare il paese.

Quando Zayas ha visitato il Venezuela come relatore ONU, ha detto ai membri dell’opposizione che “non potete rovesciare il governo, e Maduro non si arrenderà. Voglio dire, ci sono 7, 8, 9 milioni di venezuelani che sono chavisti militanti, e dovete tenerne conto. Che cosa avete intenzione di fare con loro se rovesciate il governo attraverso un colpo di Stato?”

L’esperto di ONU ha anche criticato i media mainstream che attraverso fake news hanno fatto credere alla gente che l’intervento degli Stati Uniti in Venezuela è positivo per il popolo. Ha denunciato la campagna mediatica contro il paese sudamericano che è stato definito in crisi umanitaria. “E, naturalmente, non c’è stata crisi umanitaria”, ha spiegato Zayas.

Ha anche confrontato la situazione attuale con il Cile Salvador Allende. Una guerra economica fu combattuta contro Allende per tre anni. Quando la guerra economica non ebbe successo nel rovesciare Allende, un colpo di Stato del generale Augusto Pinochet rovesciò Allende portando a 17 anni di dittatura.

“Se l’opposizione si considera davvero democratica, deve accettare il gioco democratico e deve partecipare alle elezioni. Hanno scelto di boicottare le elezioni negli ultimi anni”, ha commentato.

da TeleSur

traduzione de L’AntiDiplomatico

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Dichiarazione del Governo Rivoluzionario di Cuba sull’intento di golpe di stato in Venezuela

Cubadebate (italiano) - Ven, 25/01/2019 - 03:53

Venezuela-y-Cuba-580x326Il Governo Rivoluzionario della Repubblica di Cuba condanna e respinge con forza il tentativo di imporre attraverso un golpe di stato un governo fantoccio al servizio degli USA nella Repubblica Bolivariana del Venezuela ed esprime la sua invariabile solidarietà con il Governo del presidente costituzionale Nicolas Maduro Moros.

I veri obiettivi delle azioni contro Venezuela sono controllare le vaste risorse di quella nazione sorella e distruggere il valore del suo esempio, come processo di emancipazione e di difesa della dignità de indipendenza della Nostra America.

Come ha affermato il presidente Miguel Díaz-Canel Bermúdez: “La sovranità dei nostri popoli si dirime oggi nell’atteggiamento verso Venezuela. Sostenere il legittimo diritto della nazione sorella di definire il suo destino è difendere la dignità di tutti”.

Non dobbiaevono dimenticarsi altri tentativi, come il golpe di stato militare del 2002 de il golpe petrolifero del 2003, l’aggressivo Ordine Esecutivo USA, che qualifica Venezuela come “una minaccia inusuale e straordinaria per la sicurezza nazionale e la politica estera” della superpotenza, le misure coercitive unilaterali, l’appello ad un golpe di stato militare contro il Governo costituzionale del Venezuela, l’avvertimento del Presidente USA di utilizzare “una possibile opzione militare” ed il tentativo di assassinio, il 4 agosto, contro il presidente Maduro.

Gli atti di un gruppo di paesi ed il vergognoso ruolo dell’OSA costituiscono un nuovo e disperato tentativo di applicare una politica fallita di cambio di regime, che non si è potuta imporre data la inflessibile resistenza del popolo venezuelano e la sua volontà di difendere la sovranità nazionale.

L’Avana, 23 gennaio 2019

traduzione di Francesco Monterisi

foto: ACN

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Trump ed alleati riconoscono un “presidente” incostituzionale in Venezuela

Cubadebate (italiano) - Gio, 24/01/2019 - 01:12
Juan Guaidò

Juan Guaidò

Poco dopo che oggi Juan Guaidò si è autoproclamato come il mandatario “interino” del Venezuela, la reazione statunitense non si è fatta aspettare e dopo pochi minuti, il presidente statunitense, Donald Trump, l’ha riconosciuto come il mandatario “legittimo” del paese.  

Nel comunicato, Trump afferma che userà “tutto il peso del potere economico e diplomatico degli USA per fare pressioni per una restaurazione della democrazia venezuelana” ed esalta affinché altri governi riconoscano il deputato oppositore.

Da parte sua, il sottosegretario degli USA, Mike Pompeo, ha ordinato a Maduro di allontanarsi dall’incarico “in favore di un leader legittimo che rifletta la volontà del popolo venezuelano”. Ha anche fatto un appello ai militari ed alle forze di sicurezza venezuelane ad “appoggiare la democrazia ed a proteggere i cittadini.”

Oltre Trump, l’auto-declarazione di Guaidò è stata riconosciuta dal titolare dell’Organizzazione degli Stati Americani (OSA), Luis Almagro, che si è congratulato con il deputato e gli ha comunicato che ha il suo appoggio per “spingere il ritorno del paese alla democrazia.”

Dopo il riconoscimento di Trump, altri capi di Stato alleati con gli USA hanno dato il loro appoggio a Guaidò. In una dichiarazione congiunta da Davos, i mandatari della Colombia, Brasile, la cancelliera del Canada e la vicepresidentessa del Perù hanno comunicato il loro riconoscimento per Guaidò.

Jair Bolsonaro, presidente del Brasile, ha detto: “Noi daremo tutto l’appoggio necessario affinché questo processo continui.”

Il presidente dell’Argentina, Mauricio Macri ha detto che spera che Venezuela, con Guaidó alla guida, transiti verso le elezioni “libere e democratiche”. Da parte sua, il presidente del Cile, Sebastian Piñera, ha dimostrato il suo appoggio pubblico al supposto “presidente interino”.

Attraverso un messaggio di Twitter, anche il presidente del Paraguay, Mario Abdo, si è sommato al riconoscimento del presidente dell’Assemblea Nazionale del Venezuela.

Il presidente dell’Ecuador, Lenin Moreno, ha detto che il suo paese riconosce Guaidò, e che secondo lui, deve indire al più presto “elezioni libere e trasparenti, con ampia osservazione internazionale.”

Donald Tusk, presidente del Consiglio Europeo, ha anche riconosciuto il deputato Juan Guaidò come “presidente interino” del Venezuela.

da Cubadebate

traduzione di Ida Garberi

foto: AFP

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Stella Calloni sollecita i giovani affinché dirigano la lotta contro la disinformazione

Cubadebate (italiano) - Mar, 22/01/2019 - 01:30

FidelStellaLa giornalista e scrittrice argentina Stella Calloni ha fatto oggi un appello a L’Avana affinché i giovani latinoamericani dirigano la battaglia contro la disinformazione.  
 
Le nuove generazioni devono essere protagonisti nella resistenza politica e culturale davanti al macchinario mediatico che aliena e conduce alla “zombificazione della società”, ha commentato a Prensa Latina nell’Hotel Nacional di Cuba, dove si svolge per due giorni un forum internazionale sulle sfide del giornalismo.

Nella giornata inaugurale dell’incontro dedicato al 60ºanniversario dell’Operazione Verità ed alla fondazione di Prensa Latina, l’analista ha esatto l’apertura di spazi affinché i giovani possano utilizzare il loro talento e la loro preparazione.

“Dobbiamo perdere le vanità e gli ego per aprire spazi alle nuove generazioni, in una lotta nella quale il giornalismo deve avere un linguaggio semplice, didattico e bello, affinché arrivi alle persone ed aiuti ad emanciparle”, ha affermato la scrittrice argentina.

Calloni ha invitato i professionisti del settore, impegnati con le cause giuste, a rompere gli schemi ed a lavorare con la gente, per raggiungere la meta di combattere la disinformazione.

L’incontro, che riunisce ad oltre 30 esperti dell’America Latina e di altre parti del mondo, abborda la validità dell’Operazione Verità, come si chiamò la riunione di 400 giornalisti stranieri convocati dal leader Fidel Castro pochi giorni dopo il trionfo della Rivoluzione Cubana, il 1º gennaio 1959, affinché conoscessero direttamente il processo seguito dalla giustizia contro i responsabili di crimini atroci durante la sconfitta dittatura di Fulgencio Batista.

“Anche oggi abbiamo la necessità di prepararci per affrontare la guerra di bassa intensità che c’impongono e di lavorare senza riposo”, ha concluso Calloni.

da Prensa Latina

traduzione di Ida Garberi

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Gli Stati Uniti vogliono indurire il bloqueo contro Cuba

Cubadebate (italiano) - Ven, 18/01/2019 - 19:49

brunorodriguezIl cancelliere cubano Bruno Rodríguez Parrilla ha respinto con fermezza e categoricamente, l’annuncio del Dipartimento di Stato degli Stati Uniti di sospendere per soli 45 giorni l’applicazione del Titolo III della Legge Helms-Burton. Questo annuncio costituisce un ricatto politico e una mostra di ostilità irresponsabile, che vuole indurire il bloqueo contro Cuba.

È un brutale attacco al Diritto Internazionale, ha affermato il Cancelliere cubano nel suo account in Twitter.
Il Capitolo III: Protezione dei Diritti delle Proprietà dei Nazionali Statunitensi, stabilisce in maniera arbitraria e violando le norme internazionali, il permesso ai nazionali nordamericani di denunciare nei tribunali degli Stati Uniti tutti gli stranieri che «trafficano», con proprietà «nordamericane» a Cuba.

La legge definisce come «proprietà nordamericane» quelle nazionalizzate legittimamente dal Governo Rivoluzionario dopo il 1º gennaio 1959.

Nel termine «trafficare» s’include l’investimento in queste proprietà ed anche, per maggior oltraggio contro Cuba, l’ampliamento successivo, così come «il beneficio» che possono avere dalle produzioni che ne derivano.
Inoltre proibisce alle corti nordamericane di ricorrere alla Dottrina dell’Atto di Stato, principio riconosciuto internazionalmente, che protegge il processo cubano di nazionalizzazione.

La legge assegna al Presidente l’autorità discrezionale di sospendere per sei mesi questo Titolo o le azioni legali che lui stabilisce, sempre che giustifichi al Congresso che è a favore della «democrazia» in Cuba e risponde agli interessi della Sicurezza Nazionale degli Stati Uniti.

Il Presidente può applicare qualsiasi delle due sospensioni ogni sei mesi, indefinitamente.

da Cubainformazione

traduzione di Francesco Monterisi

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