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Putin, l’interlocutore indispensabile

Altrenotizie.org - Ven, 16/02/2024 - 19:28

Una interessante intervista, densa di cultura, è stata rilasciata da Putin al giornalista statunitense Tucker Carlson. L’intervista non ha trovato spazio adeguato sui media, evidentemente votati a proseguire la loro offensiva propagandistica in favore della guerra. Ne è emerso un Putin che dimostra di conoscere molto bene la storia del suo vasto Paese.

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L’Indonesia del generale

Altrenotizie.org - Gio, 15/02/2024 - 19:10

Il probabile vincitore delle elezioni presidenziali in Indonesia di questa settimana è un ex generale delle forze speciali durante la dittatura di Suharto, profondamente implicato in assassinii, rapimenti e svariati altri sanguinosi episodi di violenza. Prabowo Subianto avrebbe ricevuto poco meno del 60% dei consensi già al primo turno, anche se i dati sono per ora basati su proiezioni provvisorie, in attesa di quelli ufficiali che verranno annunciati solo dopo la metà di marzo. L’Indonesia è il quarto paese più popoloso al mondo e una delle principali potenze dell’Asia orientale. Per queste e altre ragioni è oggetto di un’accesa competizione internazionale e il cambio della guardia ai suoi vertici politici e istituzionali potrebbe avere conseguenze importanti negli equilibri strategici di tutto il continente asiatico.

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IdN, il Sinn Féin fa la storia

Altrenotizie.org - Mer, 14/02/2024 - 21:09

Meno di due settimane fa, il governo autonomo dell’Irlanda del Nord, istituito dall’Accordo del Venerdì Santo del 1998, è stato ufficialmente ripristinato con l’assegnazione per la prima volta in assoluto della carica di primo ministro a un esponente del Sinn Féin. Abbiamo chiesto alla dottoressa Agnès Maillot, direttrice del dipartimento di studi interculturali e lingue applicate dell’Università di Dublino, specializzata nelle questioni politiche e sociali nordirlandesi, un commento sulle circostanze di questo evento storico e sulle implicazioni per il futuro dell’isola d’Irlanda.

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Pakistan, il boomerang del voto

Altrenotizie.org - Mar, 13/02/2024 - 19:57

I risultati delle elezioni legislative di settimana scorsa in Pakistan vanno letti come un chiarissimo rifiuto delle manovre dei militari per rimuovere dal panorama politico del paese l’ex premier, Imran Khan, e riportare al potere un altro ex capo di governo, il riabilitato Nawaz Sharif. Anche se il partito di Imran (PTI) ed egli stesso erano stati vittime di una pesante campagna repressiva, i candidati a esso riconducibili, presentatisi ufficialmente come “indipendenti”, hanno ottenuto il maggior numero di seggi all’Assemblea Nazionale. Le trattative sono ora in corso per cercare di escludere il PTI dal prossimo governo, ma il periodo di instabilità che si prospetta per il Pakistan lascia aperte le porte a svariate soluzioni che potrebbero essere esplorate nelle prossime settimane.

Le tre condanne affibbiate nell’arco di pochi giorni a Imran Khan alla vigilia del voto, il divieto imposto al PTI di presentarsi con il proprio simbolo alle elezioni e il black-out mediatico, che ha limitato drasticamente le informazioni sul partito dell’ex primo ministro, avevano fatto ipotizzare un possibile crollo dell’affluenza e un successo piuttosto semplice del partito di Nawaz (PML-N). A presentarsi ai seggi è stato invece il 48% degli elettori, cioè una quota solo di poco inferiore rispetto al 2018 (51%).

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Gli avvoltoi volano su Rafah

Altrenotizie.org - Lun, 12/02/2024 - 19:36

Aerei israeliani vomitano bombe su Rafah, il luogo dove avevano invitato i civili palestinesi ad andare per mettersi al riparo dai bombardamenti su Gaza. Sono un milione e mezzo i rifugiati palestinesi che si sono concentrati in una città capace di ospitarne centomila. Da ieri sono già più di 200 i morti e innumerevoli gli edifici distrutti. Il bersaglio preferito, come sempre, è quello dei rifugiati. Del resto hanno già dimostrato a Gaza quale sia la dottrina militare delle forze armate israeliane: sparare nel mucchio è più semplice e meno rischioso che affrontare a terra Hamas

Quello di indicare un luogo sicuro ai civili per poi, una volta ammassati, li si possa colpire indiscriminatamente è un ulteriore passo di Tel Aviv nella barbarie assoluta. Non sovvengono precedenti storici di tale infamia. L’uccisione in massa di donne e bambini non è un danno collaterale, è una strategia politica. Non ci sono errori di mira, c’è l’annientamento programmato e voluto. L’obiettivo è impedire la riproduzione del popolo palestinese, sterminare oggi gli adulti di domani. Si vuole lo sterminio etnico, non il riconoscimento reciproco.

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Il declino di Biden e i dubbi dem

Altrenotizie.org - Lun, 12/02/2024 - 19:20

L’età avanzata e le condizioni mentali di Joe Biden sembrano essere diventate improvvisamente questioni vitali in vista delle elezioni di novembre che potrebbero farlo rimanere alla Casa Bianca per altri quattro anni a partire dal prossimo mese di gennaio. La disputa politica sull’argomento è esplosa in seguito alla chiusura dell’indagine del dipartimento di Giustizia americano sul ritrovamento di documenti classificati nell’abitazione privata dell’ex presidente. Il procuratore speciale assegnato al caso ha deciso per l’archiviazione, ma le motivazioni hanno provocato una polemica rovente, proprio perché hanno fatto riferimento al grave degrado cognitivo che chiunque ha potuto osservare nelle uscite pubbliche di Biden degli ultimi mesi.

Il procuratore Robert Hur ha scritto nel suo rapporto che una delle ragioni principali che l’ha spinto a non procedere con l’incriminazione di Biden è il fatto che il presidente democratico potrebbe difficilmente sostenere un processo per via dei problemi di memoria che presenta. Hur ha citato una decina di esempi a sostegno della sua tesi, presi dai verbali dei colloqui relativi alla sua indagine e dalle registrazioni avvenute nel 2018 delle interviste servite per la stesura di un libro di memorie del presidente.

I casi più citati dalla stampa americana sono stati l’incapacità di Biden di collocare temporalmente la morte di suo figlio Beau, le difficoltà a ricordare esattamente gli anni in cui ha ricoperto l’incarico di vice-presidente e le circostanze del dibattito che nel 2021 portò al ritiro dei militari americani dall’Afghanistan. Nel corso degli incontri col suo “ghostwriter” per la già ricordata biografia, Biden mostrava difficoltà anche a leggere e commentare gli appunti sui suoi diari.

Il rapporto di Hur è stato immediatamente sfruttato dal Partito Repubblicano per attaccare la Casa Bianca e chiedere le dimissioni di Biden. La leadership repubblicana alla Camera dei Rappresentanti di Washington ha firmato una dichiarazione nella quale si sostiene che, se il presidente è inidoneo a sostenere un processo, “è certamente inidoneo a restare nello Studio Ovale”.

La questione ha mandato letteralmente in crisi lo staff presidenziale e tutto il Partito Democratico. La vice-presidente, Kamala Harris, e i vertici democratici al Congresso hanno rilasciato dichiarazioni di condanna sia nei confronti dei repubblicani sia del procuratore Hur per avere evidenziato le condizioni di Biden a scopo politico. Robert Hur era stato in realtà nominato dal ministro della Giustizia di Biden, Merrick Garland, per gestire l’indagine sui documenti riservati nella disposizione del presidente. Soprattutto, il contenuto del rapporto Hur ha semplicemente rilevato una realtà evidente a chiunque.

Anche l’intervento pubblico dello stesso Biden, organizzato per smentire la versione del procuratore Hur, si è trasformato in un disastro mediatico. Nella conferenza stampa seguita alla diffusione della notizia, Biden ha confuso il presidente dell’Egitto con quello del Messico, per poi affermare che i documenti classificati rinvenuti in una delle sue residenze erano conservati in schedari chiusi a chiave, mentre almeno alcuni di essi si trovavano in contenitori facilmente accessibili in un’autorimessa.

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Chi ha paura di Putin?

Altrenotizie.org - Gio, 08/02/2024 - 17:27

La sola notizia della presenza a Mosca dell’ex “host” di Fox News, Tucker Carlson, e l’ipotesi di un’intervista senza filtri a Vladimir Putin avevano fatto scattare nei giorni scorsi la modalità panico tra i politici e i propagandisti della stampa ufficiale in Occidente. Il giornalista ultra-conservatore americano ha abilmente favorito la diffusione di indizi circa i suoi piani, per poi confermare che l’attesa intervista al presidente russo verrà trasmessa sul suo sito e su X (ex Twitter) alla mezzanotte italiana di giovedì. Per gli ambienti ufficiali che inondano il pubblico di propaganda russofoba da almeno due anni, quello di Carlson è un vero e proprio peccato capitale e in molti hanno già chiesto per lui una punizione esemplare. Dare spazio senza pregiudizi alla versione del Cremlino comporta d’altra parte una serie di rischi, primo fra tutti quello del crollo definitivo delle menzogne a senso unico vomitate dai sostenitori del regime ucraino di Zelensky.

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Trump, la chimera dell’immunità

Altrenotizie.org - Mer, 07/02/2024 - 21:28

Il verdetto emesso martedì all’unanimità da una corte d’appello federale americana contro Donald Trump tiene in vita il procedimento legale più serio che grava sull’ex presidente repubblicano a pochi mesi dalle elezioni per la Casa Bianca. Il caso riguarda la presunta immunità che i legali di Trump avevano invocato in relazione alle sue responsabilità nel tentativo di ribaltare l’esito del voto del 2020, culminato nell’assalto all’edificio del Congresso del 6 gennaio 2021.

Per i tre giudici del tribunale di appello del circuito del District of Columbia, un ex presidente può essere incriminato per reati di natura penale commessi durante il suo incarico, inclusi quelli presumibilmente legati all’esercizio delle sue funzioni, anche se per questi fosse già stato giudicato e assolto dal Congresso tramite una procedura di “impeachment”. Trump non ha quindi diritto ad alcuna immunità, come aveva già stabilito un tribunale distrettuale nel grado di giudizio precedente.

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Trudeau e gli amici nazisti

Altrenotizie.org - Mer, 07/02/2024 - 21:12

A settembre dello scorso anno, la standing ovation del parlamento canadese all’ex membro delle SS naziste Yaroslav Hunka aveva scatenato un’accesissima polemica tra la classe politica del paese nordamericano. Il governo Trudeau e la sua maggioranza erano corsi ai ripari per cercare di limitare i danni dello scandalo, professando ignoranza circa il passato del 98enne criminale di guerra di origine ucraina e facendo in sostanza del presidente della Camera, Anthony Rota, il solo capro espiatorio della vicenda. Qualche giorno fa è però emerso che lo stesso primo ministro liberale aveva invitato personalmente Hunka a un ricevimento di stato per celebrare la visita in Canada del presidente ucraino Zelensky.

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Israele e il fronte libanese

Altrenotizie.org - Mar, 06/02/2024 - 20:25

In parallelo al massacro nella striscia di Gaza, Israele continua a mandare segnali di un possibile allargamento delle operazioni militari al fonte settentrionale, dove uno scontro a intensità relativamente bassa con il partito/milizia sciita libanese Hezbollah è peraltro già in atto dall’ottobre scorso. Il regime di Netanyahu si ritrova a fare i conti con un dilemma complicato in relazione al Libano, con le esigenze di sicurezza e deterrenza impossibili da soddisfare senza chiudere i conti una volta per tutte con il “Partito di Dio”, ma allo stesso tempo col timore di andare incontro, in caso di guerra aperta, a una disfatta che rischia di minare irreparabilmente l’intero progetto sionista.

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Ucraina, due anni dopo

Altrenotizie.org - Lun, 05/02/2024 - 20:04

Circa due anni fa, il 24 Febbraio del 2022, 100.000 effettivi dell’esercito russo entravano nelle regioni di Donetsk e Lugansk in Ucraina. A proposito, ma soprattutto a sproposito, si è detto dell’invasione russa e si è datata Febbraio 2022 l’inizio di una guerra che in realtà era vigente dal 2014 sotto forma di massacro di civili russofoni. Fino a quel momento, Mosca aveva sostenuto in forma soft le milizie di difesa delle due autoproclamate repubbliche di Donetsk e Lugansk, ma i piani ucraini per l’assalto alle due regioni resero necessario il cambio di passo. Iniziò l’Operazione Militare Speciale con due obiettivi: la difesa degli abitanti russofoni delle due regioni (autoproclamatesi indipendenti dopo il colpo di stato a Kiev) sottoposte ai bombardamenti di Kiev e che dal 2014 erano costati 15.000 morti; la denazificazione dell’Ucraina, cioè l’eliminazione delle organizzazioni neonaziste che esercitavano una forte leadership su governo, forze armate e servizi segreti di Kiev.

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Schulte: la vendetta della CIA

Altrenotizie.org - Lun, 05/02/2024 - 19:09

Se Julian Assange e i suoi legali volessero conoscere in anticipo il tipo di trattamento che il governo americano riserverà al fondatore di WikiLeaks se estradato negli Stati Uniti, tutto ciò che dovrebbero fare è analizzare la recente pesantissima sentenza di condanna emessa contro un’ex ingegnere informatico della CIA. Il 35enne Joshua Schulte potrebbe restare in carcere per i prossimi 40 anni, dopo che è stato ritenuto colpevole da un tribunale di New York di svariati reati riconducibili, tra l’altro, al famigerato Espionage Act, in base al quale lo stesso Assange rischia una condanna a 175 anni una volta che metterà piede sul suolo americano.

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UE-Ucraina, farsa a Bruxelles

Altrenotizie.org - Gio, 01/02/2024 - 18:30

I timori dell’Europa per le possibili resistenze di Viktor Orbán all’approvazione di una nuova tranche di aiuti economici per l’Ucraina si sono dissolti rapidamente giovedì durante le prime battute di un vertice che si preannunciava invece molto complicato. I leader europei avrebbero fatto alcune concessioni al primo ministro ungherese, anche se una delle richieste principali di Budapest non sembra essere stata accolta. Resta da vedere se l’accordo preveda condizioni non ancora note oppure se il passo indietro dell’Ungheria, su un provvedimento peraltro potenzialmente disastroso, sia solo il risultato dei ricatti che erano circolati anche a livello pubblico nelle ultime ore.

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Pakistan, complotto contro Imran

Altrenotizie.org - Mer, 31/01/2024 - 21:27

Nell’arco di due giorni e nell’immediata vigilia delle elezioni parlamentari, la giustizia pakistana ha emesso altrettante pesantissime sentenze contro il popolare ex primo ministro, Imran Khan. Quest’ultimo era stato deposto nell’aprile del 2022 da un voto di sfiducia favorito dall’intervento del governo americano, allarmato per l’indirizzo di politica estera sempre più indipendente deciso dall’ex star del cricket pakistano. Il caso politicamente più rilevante riguarda proprio le circostanze del caos che aveva preceduto il golpe di fatto contro Imran e il suo governo. L’ex premier era accusato di avere rivelato il contenuto di un documento diplomatico segreto, a suo dire testimonianza incontrovertibile delle interferenze degli Stati Uniti per pilotare le vicende politiche del Pakistan.

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UNRWA, ipocrisia e complicità

Altrenotizie.org - Mar, 30/01/2024 - 20:34

La conferma della validità dell’accusa di genocidio presentata dal Sudafrica contro Israele alla Corte Internazionale di Giustizia (ICJ) si sta avendo in questi giorni, oltre che dai massacri senza sosta nella striscia di Gaza, dalla vicenda dei finanziamenti all’Agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati palestinesi (UNRWA). Le responsabilità in questo senso non sono solo dello stato ebraico, ma anche dei paesi occidentali – Italia compresa – che hanno vergognosamente assecondato le macchinazioni del criminale di guerra Netanyahu, tagliando una parte vitale dei fondi da destinare a una popolazione letteralmente allo stremo.

Lo stesso giorno in cui i giudici della ICJ hanno deliberato preliminarmente contro Israele, il governo di Tel Aviv ha avanzato l’accusa contro 12 dipendenti della UNRWA di avere partecipato con vari compiti all’operazione “Diluvio di al-Aqsa” del 7 ottobre scorso, portata clamorosamente a termine da Hamas e Jihad Islamica. Le accuse non sono in nessun modo dimostrate e si basano esclusivamente su confessioni estorte tramite tortura. Se anche i fatti sostenuti da Israele corrispondessero alla realtà, sarebbe comunque semplicemente assurdo boicottare un’agenzia che svolge un compito cruciale per i civili palestinesi, in particolare negli ultimi tre mesi, sulla base delle azioni di una dozzina di funzionari sui 12 mila circa impiegati complessivamente a Gaza.

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Iran, il dilemma di Biden

Altrenotizie.org - Lun, 29/01/2024 - 21:05

L’uccisione di tre soldati americani in una base al confine tra Siria e Giordania nel fine settimana ha tutte le sembianze dell’episodio di sangue che potrebbe far salire a un nuovo pericoloso livello la crisi in corso in Medio Oriente. L’amministrazione Biden ha promesso ritorsioni e indicato senza indugi che i responsabili dell’operazione vanno ricercati a Teheran. L’escalation degli attacchi contro le installazioni militari USA sono però la diretta conseguenza della guerra criminale condotta da Israele nella striscia di Gaza e, ancora prima, di una presenza americana nella regione, soprattutto in Siria e in Iraq, sempre meno sostenibile. Per entrambe le questioni, il prezzo che Washington deve pagare aumenterà inevitabilmente nel prossimo futuro, al di là della risposta che verrà eventualmente data al blitz dei giorni scorsi.

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L’Aja, il Diritto contro il genocidio

Altrenotizie.org - Dom, 28/01/2024 - 23:03

La sentenza emessa dalla Corte Internazionale di Giustizia ha suscitato reazioni diverse, come prevedibile e previsto. E’ innegabile che l’impatto politico complessivo della sentenza riguardi la condotta di Israele, che infatti ha duramente criticato la decisione dei giudici dell’Aja, non meno e non diversamente da quanto fatto verso le stesse Nazioni Unite, delle quali il tribunale internazionale è importante strumento. Alcuni l’hanno definita una sentenza salomonica, ma lo si può dedurre solo da una lettura frettolosa.

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Iraq e Siria, sfratto a Washington?

Altrenotizie.org - Gio, 25/01/2024 - 20:17

Uno degli effetti della guerra di Israele contro la popolazione palestinese a Gaza è la destabilizzazione dell’equilibrio strategico, già di per sé precario, che in Medio Oriente garantisce la superiorità e l’influenza degli Stati Uniti sulle vicende della regione. Uno dei fronti su cui agisce questo processo, che sta già penalizzando Washington, è quello iracheno-siriano, dove i militari americani sono quasi quotidianamente presi di mira dai bombardamenti delle milizie sciite filo-iraniane che appoggiano la Resistenza palestinese nella striscia.

Con il sostegno incondizionato al genocidio in corso, l’amministrazione Biden sta andando incontro all’inevitabile epilogo dell’impegno militare USA in Siria e in Iraq. La presenza americana, già di per sé illegale quanto meno per il primo di questi due paesi, è infatti oggetto di discussioni interne alla Casa Bianca, come hanno confermato notizie circolate questa settimana anche sui media ufficiali.

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DeSantis, regalo a Trump

Altrenotizie.org - Lun, 22/01/2024 - 20:19

Alla fine, anche il governatore della Florida, Ron DeSantis, riuscirà in qualche modo a incidere sulla campagna elettorale per le primarie del Partito Repubblicano. Non però con un successo in qualche stato o stravolgimenti del proprio staff, ma in conseguenza del suo ritiro dalla competizione, che avrà probabilmente un certo impatto sugli equilibri tra i candidati rimasti. L’annuncio è arrivato alla vigilia delle primarie in New Hampshire e dopo la presa d’atto inevitabile non solo dell’impossibilità di ambire alla nomination, ma anche di poter compere per la posizione di principale sfidante dell’ex presidente Trump.

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I Baltici per la prossima guerra

Altrenotizie.org - Dom, 21/01/2024 - 21:15

Con l'Ucraina sconfitta, sembra prendere corpo la nuova gigantesca manipolazione politico-mediatica contro la Russia. In un comunicato stampa congiunto, Estonia, Lettonia e Lituania informano di aver concordato di dotare i loro confini con la Russia e la Bielorussia di «strutture di difesa» per contrastare eventuali minacce militari russe. I ministri della Difesa dei tre Paesi Baltici hanno firmato un accordo in base al quale «Estonia, Lettonia e Lituania nei prossimi anni costruiranno strutture difensive anti-mobilità per scoraggiare e, se necessario, difendersi da minacce militari».

I Baltici, che senza l’ordine USA non scavano nemmeno una trincea, sono difendibili o sacrificabili, sostenibili o smentibili senza che nessuna di questa scelta comporti automaticamente un impegno concreto del vertice dell’Alleanza.

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